Il Parlamento italiano sta introducendo una nuova norma sul consenso informato per chi si tatua o rimuove un tatuaggio, parte di un disegno di legge dedicato alla prevenzione del melanoma, uno dei tumori cutanei più aggressivi.

Dopo il via libera del Senato della Repubblica, il testo torna ora all’esame della Camera dei Deputati per l’approvazione definitiva.

La novità principale riguarda proprio il mondo dei tatuaggi: chi decide di farsi tatuare o di rimuovere un tatuaggio dovrà prima firmare un consenso informato scritto. I tatuatori dovranno fornire ai clienti un documento chiaro che spiega i possibili rischi per la salute legati sia alla realizzazione sia alla eventuale rimozione del tatuaggio, nonché le precauzioni da seguire dopo il trattamento. Il cliente dovrà leggere e sottoscrivere questa informativa prima di procedere.

La misura nasce in parte dalla preoccupazione dei dermatologi che i tatuaggi possano rendere più difficile la diagnosi precoce del melanoma. In particolare, l’inchiostro sotto la pelle può nascondere nei o piccole lesioni cutanee, ostacolando l’identificazione tempestiva di anomalie che potrebbero essere segnali di tumore. I medici sottolineano che è importante mantenere almeno un centimetro di distanza da eventuali nei quando si fa un tatuaggio proprio per questo motivo.

Il testo del disegno di legge, già approvato in una prima versione dalla Camera, è stato modificato dalla Commissione Sanità del Senato per includere il nuovo articolato sul consenso informato. Ora il provvedimento, oltre a introdurre il consenso per i tatuaggi, prevede anche l’istituzione di una Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma e campagne di sensibilizzazione e screening con coinvolgimento di scuole, istituzioni sanitarie e associazioni.

Secondo la disciplina approvata da Palazzo Madama, il consenso informato sarà redatto in forma scritta, rilasciato al cliente che dovrà sottoscriverlo insieme all’operatore tatuatore e conservato dal titolare dell’attività, a disposizione delle autorità di controllo. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il Ministero della Salute definirà con decreto i contenuti, le modalità e i tempi di conservazione della documentazione, anche in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità.

La nuova disciplina non si limita a trasformare il tatuaggio in un semplice atto estetico, ma lo inserisce nel contesto più ampio della tutela della salute e della prevenzione delle malattie cutanee, con l’obiettivo di migliorare l’informazione dei cittadini sui rischi e di favorire una maggiore consapevolezza delle conseguenze potenziali di scelte permanenti come i tatuaggi.

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