L’economia circolare non è più un’opzione filosofica o una scelta di facciata per le imprese che vogliono migliorare la propria reputazione. Oggi la sostenibilità è una variabile competitiva regolata da norme europee sempre più stringenti, destinate a riscrivere i modelli di produzione, progettazione e distribuzione del sistema manifatturiero continentale.

In questo scenario di profonda transizione industriale, il Focus Ecodesign della Piattaforma Italiana degli Stakeholder per l’Economia Circolare (ICESP), in stretta collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari (OIBA), l’Università LUM Giuseppe Degennaro, il centro di ricerca europeo CETMA ed ENEA, organizza un importante momento di confronto e approfondimento tecnico.

Il workshop dal titolo “Dal Regolamento europeo Ecodesign al Passaporto Digitale di Prodotto” si terrà il 24 giugno 2026, dalle ore 15:00 alle ore 18:00, nel Campus dell’Università LUM di Casamassima (Bari). Un appuntamento cruciale per comprendere gli strumenti operativi che guideranno la competitività delle filiere produttive italiane nei prossimi anni.


Il nuovo quadro normativo europeo: dall’ESPR al Passaporto Digitale di Prodotto (DPP)

La progettazione ecocompatibile rappresenta il fulcro delle nuove politiche europee per il clima e l’ambiente. Il nuovo Regolamento europeo sull’Ecodesign per prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation – ESPR), che sostituisce e amplia la precedente direttiva, introduce requisiti di sostenibilità per quasi tutte le categorie di beni fisici immessi sul mercato dell’Unione Europea.

L’obiettivo dell’ESPR è chiaro: spingere i produttori a concepire beni che siano intrinsecamente durevoli, facilmente riparabili, riutilizzabili e, al termine del loro ciclo vitale, interamente riciclabili. Tuttavia, per fare in modo che queste caratteristiche siano verificabili e trasparenti per consumatori, autorità e partner commerciali, l’Unione Europea introduce uno strumento tecnologico rivoluzionario: il Passaporto Digitale di Prodotto (Digital Product Passport – DPP).

Il DPP si configura come un’identità digitale del prodotto, accessibile tramite un semplice codice (come un QR code o un tag RFID). Questo passaporto raccoglierà e renderà disponibili tutte le informazioni chiave relative a:

  • La tracciabilità delle materie prime utilizzate;
  • L’impronta carbonica e l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita;
  • Le istruzioni dettagliate per lo smontaggio, la riparazione e il riciclo;
  • La presenza di eventuali sostanze chimiche o materiali critici.

La trasparenza garantita da questo strumento non solo tutela il consumatore finale ma permette alle imprese di ottimizzare la gestione delle proprie catene di fornitura, riducendo gli sprechi e aprendo la strada a nuovi modelli di business basati sui servizi e sulla manutenzione predittiva.


Il ruolo della ricerca e dei professionisti: CETMA, ENEA, LUM e OIBA

La transizione verso modelli di produzione circolari richiede un’alleanza forte tra il mondo della ricerca applicata, l’università e i liberi professionisti sul territorio. Il workshop del 24 giugno 2026 rappresenta la sintesi perfetta di questa sinergia.

I centri di ricerca come CETMA ed ENEA svolgono un ruolo pionieristico nello sviluppo di nuovi materiali avanzati e sostenibili e nella definizione di tecnologie pulite per l’industria. Supportare le piccole e medie imprese nell’adozione dell’ecodesign significa trasferire le scoperte dei laboratori direttamente nei processi produttivi, un’attività in cui l’ingegneria dei materiali e il trasferimento tecnologico sono determinanti.

Allo stesso modo, la LUM Giuseppe Degennaro offre la cornice accademica ideale per analizzare l’impatto economico e manageriale di queste normative sulle imprese, mentre l’OIBA evidenzia il ruolo centrale del professionista tecnico. L’ingegnere moderno non è più un semplice esecutore di calcoli o progetti, ma diventa il vero e proprio “regista” della transizione circolare all’interno dell’azienda. Egli deve saper coniugare la fattibilità tecnica con i vincoli normativi dell’ESPR e le opportunità digitali offerte dal DPP.

Proprio per l’alto valore formativo dell’evento, la partecipazione al workshop riconosce 3 Crediti Formativi Professionali (CFP) a tutti gli ingegneri iscritti all’albo di Bari.


ICESP: il network italiano per l’economia circolare

L’iniziativa nasce sotto l’egida di ICESP (Piattaforma Italiana degli attori per l’Economia Circolare), un network strategico nato per creare un punto di convergenza nazionale sulle iniziative, le esperienze, le criticità, le prospettive e le aspettative sull’economia circolare.

L’obiettivo di ICESP è consentire all’Italia di presentarsi in Europa con un’unica voce autorevole, promuovendo il “modo italiano” di fare economia circolare attraverso azioni mirate. Tra le principali finalità della piattaforma figurano:

  • La promozione e diffusione delle conoscenze e delle buone pratiche;
  • La facilitazione del dialogo e delle sinergie tra i diversi attori istituzionali, di ricerca e industriali;
  • La realizzazione di uno strumento operativo permanente per stimolare le interazioni intersettoriali;
  • La valorizzazione delle eccellenze italiane a partire dalle tradizioni e dalle tipicità dei modelli culturali e produttivi del nostro Paese.

Una sfida di sistema per la competitività nazionale

Affrontare il passaggio dall’ecodesign al Passaporto Digitale di Prodotto non è un mero adempimento burocratico. Per il tessuto industriale italiano, caratterizzato da filiere complesse e subfornitura diffusa, la tracciabilità diventerà il vero passaporto per l’export e per l’accesso ai grandi mercati internazionali. Le aziende che sapranno muoversi in anticipo, integrando questi standard nei propri flussi operativi, acquisiranno un vantaggio competitivo difficilmente colmabile.

Il workshop di Casamassima offre una mappa preziosa per orientarsi in questa rivoluzione silenziosa, mettendo a confronto i decisori politici, i massimi esperti di ricerca sui materiali e i professionisti che dovranno applicare queste soluzioni sul campo.

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