Il turismo non è solo un settore economico ma identità, racconto, visione del Paese. Lo ha ribadito con forza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo alla 76ª Assemblea nazionale di Federalberghi, tracciando una linea chiara su quello che rappresenta oggi il turismo per l’Italia.

Un intervento che va oltre i numeri e punta a ridefinire il ruolo strategico del comparto: non solo motore economico, ma leva culturale e sociale capace di raccontare al mondo cosa significa essere italiani.

Il turismo come identità nazionale

“Il turismo è in buona sostanza un pezzo di noi, un pezzo molto significativo di noi. È molto più di un settore strategico per la nostra economia”. Con queste parole Meloni ha aperto il suo intervento, sottolineando come il valore del turismo non possa essere ridotto alla sola dimensione economica.

Il riferimento al dato del 13% del PIL è esplicito, ma la presidente del Consiglio invita a guardare oltre: “Il valore che genera va ben oltre il 13% di prodotto interno lordo”. Il turismo, secondo Meloni, è il comparto che più di ogni altro racconta l’Italia. Un sistema che unisce storia, cultura, paesaggio, tradizioni e capacità produttiva.

Un racconto che attraversa il tempo

Nel suo intervento, la premier ha insistito sul valore narrativo del turismo. “Il turismo parla di quello che siamo stati ma anche di quello che siamo, di quello che sappiamo fare meglio”. Un passaggio che mette in evidenza una dimensione spesso sottovalutata: il turismo come strumento di trasmissione culturale.

Non si tratta solo di visitare monumenti o luoghi. Si tratta di entrare in un racconto che attraversa il tempo, fatto di stratificazioni storiche, scelte urbanistiche, tutela del territorio e capacità di conservare e valorizzare il patrimonio. “Chi sceglie l’Italia lo fa perché sa che può vivere qualcosa di più di un bel viaggio”, ha sottolineato Meloni. “Chi arriva in Italia entra nel nostro modo di vivere”.

Il “modo di vivere italiano” come valore competitivo

Il concetto chiave dell’intervento è proprio questo: il turismo come esperienza immersiva nel “modo di vivere italiano”. Non un prodotto standardizzato, ma un insieme di elementi difficilmente replicabili altrove: la qualità della vita, la relazione con il territorio, la cultura dell’accoglienza, il patrimonio artistico e paesaggistico.

“Quel modo di vivere difficilmente si lascia ridurre a delle fotografie o a un semplice itinerario”, ha spiegato la premier. Un messaggio che parla direttamente agli operatori del settore: la competitività dell’Italia non si gioca solo sui prezzi o sui servizi, ma sulla capacità di offrire esperienze autentiche.

Il riconoscimento al lavoro del Ministero del Turismo

Nel corso del suo intervento, Meloni ha voluto anche riconoscere il lavoro svolto dal precedente ministro del Turismo Daniela Santanchè. “Penso che vada colta questa occasione per ringraziare ancora una volta il ministro Daniela Santanché per il lavoro che ha fatto in questi anni”, ha dichiarato. Un passaggio che evidenzia la continuità dell’azione di governo su un settore considerato strategico.

Il nodo degli affitti brevi

Accanto alla visione strategica, l’intervento ha toccato uno dei temi più discussi degli ultimi anni: quello degli affitti brevi. “Stiamo avendo un problema che riguarda la contrazione delle case disponibili per gli affitti delle famiglie e l’aumento dei prezzi che ne deriva”, ha spiegato Meloni.

Un fenomeno che riguarda molte città italiane, soprattutto quelle a forte vocazione turistica, dove la crescita delle locazioni brevi ha inciso sull’equilibrio del mercato immobiliare. La presidente del Consiglio ha ricordato come il Governo abbia avanzato una proposta per intervenire su questo fronte, sottolineando però le difficoltà incontrate. “C’è stata una levata di scudi abbastanza generalizzata e ci siamo trovati un po’ in solitudine”.

Turismo e equilibrio territoriale

Il tema degli affitti brevi apre una questione più ampia: quella dell’equilibrio tra sviluppo turistico e sostenibilità sociale. Da un lato, il turismo rappresenta una risorsa economica fondamentale. Dall’altro, può generare effetti collaterali come l’aumento dei prezzi delle abitazioni e la trasformazione dei centri urbani.

La sfida, quindi, è trovare un punto di equilibrio tra queste esigenze, evitando che il successo turistico si trasformi in un problema per i residenti.

Una strategia per il futuro

L’intervento di Meloni alla 76ª Assemblea di Federalberghi offre una chiave di lettura chiara: il turismo deve essere considerato una leva strategica non solo per l’economia ma per l’identità del Paese. Un settore che richiede politiche integrate, capaci di tenere insieme sviluppo economico, tutela del territorio e qualità della vita.

Per gli operatori del settore, il messaggio è altrettanto evidente: il futuro del turismo italiano passa dalla capacità di valorizzare ciò che rende l’Italia unica. Non solo destinazioni ma esperienze. Non solo servizi ma cultura. Non solo numeri ma identità. In un mercato globale sempre più competitivo, è proprio questa identità a rappresentare il vero vantaggio dell’Italia.

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