Non è solo la celebrazione di un’icona del rock ma il racconto di un’anima nuda. Il documentario firmato da Amy Berg (già acclamata per il lavoro su Janis Joplin) ha scalato le classifiche degli incassi, posizionandosi al primo posto nel weekend di metà marzo.

Il film scava nel mondo di Jeff Buckley, restituendo la complessità di un uomo che, dietro la perfezione tecnica di brani come Hallelujah, nascondeva un’insicurezza profonda e un desiderio lancinante di amore.

Il peso di un’eredità: l’ombra di Tim Buckley

Il cuore della narrazione della Berg è il rapporto, o meglio l’assenza di rapporto, con il padre Tim Buckley, leggenda del folk-jazz morto prematuramente.

  • Un’eredità subita: Jeff ha lottato per tutta la vita contro il paragone costante con il padre, un’ombra “ingombrante” che ha plasmato la sua timidezza e la sua ribellione creativa.
  • La voce come catarsi: Il documentario mostra come il suo immenso talento vocale — quel timbro capace di passare dalla dolcezza angelica al grido viscerale — fosse lo strumento per esorcizzare i traumi familiari.

Materiali inediti e testimonianze

Amy Berg ha avuto accesso ad archivi personali mai visti prima:

  • Diari e registrazioni: Il film include audio e appunti autografi che rivelano il processo creativo dietro l’album capolavoro Grace.
  • La leggenda di Sin-é: Vengono ricostruiti i primi anni a New York, le esibizioni nei piccoli caffè dell’East Village dove Buckley affascinava il pubblico con la sua magnetica vulnerabilità.
  • La fine tragica: Il documentario affronta con estremo rispetto la scomparsa avvenuta nel 1997 nelle acque del Wolf River, evitando il sensazionalismo per concentrarsi sul vuoto artistico lasciato.

Successo di critica e pubblico

Il primato al botteghino conferma che la “Buckley-mania” non si è mai spenta. Le nuove generazioni, attratte dalla purezza di un artista pre-digitale, hanno trovato nel documentario della Berg un ponte verso un’epoca di autenticità musicale. La critica ha lodato la capacità della regista di non “divinizzare” Jeff, ma di mostrarlo in tutte le sue contraddizioni umane.

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