Domenica 29 marzo 2026, uno spettacolo che utilizza la metafora del calcio per raccontare la lotta alla mafia alle nuove generazioni. Un omaggio al “fresco profumo della libertà” nel trentennale delle stragi.
“La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale”. Le parole di Paolo Borsellino risuonano come un manifesto etico per l’appuntamento di domenica 29 marzo 2026 presso il Teatro Blu. Alle ore 16:30 andrà in scena “La partita non è ancora finita”, un racconto emozionante che intreccia la grande storia civile italiana con la semplicità dei sogni d’infanzia.
Lo spettacolo nasce dalla necessità di mantenere viva la memoria di Giovanni Falcone e dello stesso Borsellino, non solo come icone istituzionali, ma come esempi viventi di onestà capaci di parlare ai cittadini di domani.
Il calcio come metafora di legalità
Il cuore della narrazione utilizza il linguaggio universale del pallone. La “partita” contro la criminalità organizzata viene filtrata attraverso gli occhi di un bambino che gioca con i suoi amici. Questo espediente narrativo permette di affrontare temi complessi con una delicatezza straordinaria, individuando nell’infanzia il “terreno fertile” dove devono attecchire le regole del rispetto e della convivenza civile.
In un gioco di specchi tra il campo da calcio e le aule di giustizia, lo spettatore viene spinto a riflettere su come ogni nostra azione quotidiana — dal rifiuto di un piccolo compromesso all’aiuto verso un compagno — sia un goal segnato a favore della legalità.
Oltre la memoria: una speranza attuale
A oltre trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, il titolo dello spettacolo è un monito: la sfida contro il “puzzo del compromesso morale” è ancora aperta. L’opera invita a non cedere all’indifferenza, trasformando il ricordo in un impegno attivo e quotidiano.
“Sentire la bellezza del fresco profumo della libertà”: l’obiettivo del Teatro Blu è quello di trasformare una domenica pomeriggio in un momento di crescita collettiva, dove il teatro si fa presidio di cittadinanza attiva e memoria storica.

