Un’importante acquisizione celebra il maestro della “pittura analitica”: le tele libere e i segni essenziali dell’artista torinese diventano patrimonio del Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

Il MAXXI di Roma arricchisce il proprio patrimonio artistico con un’acquisizione di assoluto rilievo, confermando il suo ruolo di custode delle eccellenze contemporanee italiane.

Sei opere iconiche di Giorgio Griffa, uno dei massimi esponenti della pittura analitica, sono ufficialmente entrate a far parte della collezione pubblica del museo. La donazione, formalizzata il 26 marzo 2026, rappresenta un riconoscimento fondamentale per l’artista torinese, la cui ricerca cinquantennale ha segnato profondamente il linguaggio visivo internazionale.

Le opere acquisite ripercorrono le tappe salienti della carriera di Griffa, dagli anni Settanta fino alle sperimentazioni più recenti.

Il suo stile è immediatamente riconoscibile: tele di canapa o lino grezzo, prive di telaio, che vengono appese direttamente alle pareti come frammenti di un discorso interrotto. Su queste superfici, Griffa traccia segni elementari, linee e numeri con un gesto che non cerca la finitezza, ma celebra l’atto stesso del dipingere come un processo continuo e infinito.

L’ingresso di questi capolavori al MAXXI permette di approfondire la filosofia del “non finito” tipica dell’artista.

Per Griffa, la tela non è un confine ma un campo di forze dove il colore e il segno interagiscono con lo spazio circostante. Questa acquisizione si inserisce in un più ampio progetto del museo volto a documentare le correnti artistiche che, a partire dal secondo dopoguerra, hanno scardinato le convenzioni della pittura tradizionale per esplorare la natura stessa del mezzo pittorico.

I sei lavori saranno presto esposti all’interno del percorso permanente del museo, offrendo ai visitatori la possibilità di confrontarsi con un’arte che rifugge l’artificio per cercare la verità nel segno primario. Il presidente della Fondazione MAXXI ha sottolineato come la presenza di Griffa in collezione sia un atto dovuto verso un maestro che ha saputo mantenere una coerenza e una freschezza creativa straordinarie, diventando un punto di riferimento imprescindibile per le nuove generazioni di artisti.

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