L’Unione europea prepara una stretta sui mini pacchi postali: anche quelli dal valore inferiore ai 150 euro, finora esentati dai dazi doganali, potrebbero essere soggetti a nuove tariffe. La decisione, approvata dal Consiglio Ecofin, punta a contrastare l’ondata crescente di pacchetti, soprattutto provenienti dall’e-commerce cinese, che sta modificando profondamente il commercio al dettaglio nei Paesi membri.

Il ministro italiano dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha definito la misura “necessaria e positiva” per proteggere le attività locali, parlando di un fenomeno che “sta mettendo in difficoltà i negozi tradizionali”. Anche la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha sottolineato l’importanza della decisione, evidenziando che si tratta di un passo chiave nella lotta alla concorrenza sleale e nella gestione dell’aumento dei piccoli pacchi internazionali.

Formalmente, la riforma del quadro doganale, che introdurrà anche una piattaforma centralizzata per monitorare le importazioni, entrerà in vigore solo nel 2028. Tuttavia, diversi Paesi dell’Ue spingono per anticipare l’applicazione delle nuove regole già dal 2026, considerando troppo lungo il periodo di attesa. La ministra danese Stephanie Lose, attuale presidente di turno del Consiglio Ue, ha insistito sulla necessità di una soluzione immediata: “Il problema dei pacchi a basso valore è ormai enorme e richiede interventi concreti prima del 2028”.

Sul piano pratico, rimangono aperti diversi interrogativi: non è ancora chiaro quale sarà la struttura delle tariffe anticipate, visto che il Data Hub doganale necessario a gestire i valori dei pacchi non è ancora operativo. Allo stesso tempo, la Commissione dovrà verificare la compatibilità con le regole del Wto. Anche la distribuzione delle entrate delle misure transitorie resta in discussione: secondo le norme attuali, il 75% dei dazi confluisce nel bilancio Ue, mentre il restante 25% serve a coprire i costi di riscossione degli Stati membri.

Le cifre alla base della decisione parlano chiaro: nel solo 2024 sono stati importati circa 4,6 miliardi di articoli sotto i 150 euro, di cui il 91% provenienti dalla Cina, secondo i dati del commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis. Il prossimo incontro Ecofin, previsto per dicembre, potrebbe già portare un primo aggiornamento sulla tempistica e sulle modalità operative dei nuovi dazi.

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