Mentre le strade di Bologna iniziano a respirare l’aria di marzo, le sale settecentesche di Palazzo Pallavicini si aprono su una New York inedita, fatta di vapori che salgono dai tombini, ombrelli colorati che sfidano la neve e volti intravisti attraverso vetri appannati. La mostra “Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia”, aperta dal 5 marzo al 19 luglio 2026, non è solo un’esposizione fotografica, ma un invito a rallentare e riscoprire la bellezza dell’insignificante.

L’antidivo che dipingeva con la Leica

Saul Leiter (1923-2013) è stato un artista unico nel suo genere: un “timido pittore” che ha saputo rivoluzionare la fotografia di strada. Curata da Anne Morin, la mostra mette in luce la sua doppia anima, esponendo non solo 126 fotografie in bianco e nero e 40 a colori, ma anche 42 dipinti e rari documenti d’archivio.

Figlio di un rabbino e destinato alla teologia, Leiter scelse invece l’arte, portando nella fotografia la sensibilità cromatica della pittura. In un’epoca in cui il colore era considerato frivolo o commerciale, lui iniziò a sperimentare con le pellicole Kodachrome già nel 1948, creando composizioni astratte che avrebbero poi incantato le redazioni di Harper’s Bazaar ed Elle.

Una poetica dell’ostruzione

A differenza dei suoi contemporanei, ossessionati dalla nitidezza e dal “momento decisivo”, Leiter cercava l’imprecisione. Il suo sguardo non era mai diretto: fotografava attraverso i margini, usava cornici architettoniche per tagliare l’immagine, preferiva il fuori fuoco e la sporcatura casuale.

“Credo che la cosa meno interessante possa essere molto interessante”, diceva Leiter.

Questa filosofia rivive oggi in un percorso espositivo immersivo: l’allestimento di Vertigo Syndrome invita i visitatori a giocare con luci e riflessi, permettendo al pubblico di sperimentare in prima persona quelle inquadrature frammentate che hanno reso Leiter un punto di riferimento per l’estetica contemporanea.

Il “tocco” di Roby il pettirosso

Ad arricchire l’esperienza bolognese c’è anche il contributo di Ernesto Anderle (noto come Roby il pettirosso). L’artista ha realizzato otto opere originali ispirate ai pensieri più intimi di Leiter, estrapolando dettagli e riflessioni che aiutano a comprendere l’uomo dietro l’obiettivo: un artista refrattario alla fama, che ha lasciato decine di migliaia di rullini mai stampati, custodi di un “realismo fiabesco” tutto da scoprire.

Informazioni Utili

La mostra è un progetto di Vertigo Syndrome, che conferma la sua missione di rendere l’arte accessibile e coinvolgente, lontano da ogni elitarismo accademico.

  • Dove: Palazzo Pallavicini, Via San Felice 24, Bologna.
  • Quando: Dal 5 marzo al 19 luglio 2026.
  • Orari: Dal giovedì alla domenica (e festivi), ore 10.00 – 20.00.
  • Aperture straordinarie: Inclusi Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno.

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