Da venerdì 19 dicembre torna al Trianon Viviani – teatro della Canzone napoletana uno degli appuntamenti più amati e identitari delle festività partenopee: la “Cantata dei Pastori”, interpretata da Peppe Barra e Lalla Esposito, per la stagione teatrale Appassiunata 25|26.

A Napoli il Natale non è tale senza il presepe, i pastori di San Gregorio Armeno e, a teatro, senza la Cantata dei Pastori. Fedele a questa tradizione secolare, il Trianon Viviani rinnova anche quest’anno il suo classico appuntamento natalizio, riportando in scena la celebre sacra rappresentazione che, da oltre tre secoli, unisce devozione religiosa, comicità popolare e musica.

Lo spettacolo andrà in scena dal 19 dicembre al 4 gennaio, con repliche ogni venerdì e sabato alle ore 21 e la domenica alle ore 18, confermandosi un rito collettivo atteso non solo dal pubblico napoletano, ma anche dai tanti spettatori che raggiungono la città durante le feste.

Scritta nel 1698 dal gesuita Andrea Perrucci, sotto lo pseudonimo di Casimiro Ruggero Ugone, la sacra rappresentazione portava originariamente il titolo Il vero Lume tra le ombre ed era animata da intenti moralizzatori tipici della Controriforma. Solo a partire dalla metà dell’Ottocento assunse il nome con cui è conosciuta ancora oggi: Cantata dei Pastori.

La vicenda ruota attorno a Razzullo, scrivano napoletano timoroso e affamato, inviato a Betlemme per il censimento, mentre Giuseppe e la Vergine Maria vagano in cerca di un alloggio. Sul loro cammino si frappongono i Diavoli, pronti a ostacolare la nascita del Redentore, fino all’intervento decisivo dell’Angelo che ristabilisce l’ordine divino.

Nel corso dei secoli, la tradizione popolare ha profondamente trasformato il testo originale, arricchendolo di lazzi, canzoni, elementi farseschi e personaggi della commedia dell’arte. Alla fine del Settecento, accanto a Razzullo, fa la sua comparsa Sarchiapone, figura grottesca e irriverente, simbolo dell’arte di arrangiarsi e della comicità più sfrenata.

Questa nuova edizione è firmata da Peppe Barra e dal regista Lamberto Lambertini, che hanno riadattato il testo di Perrucci mantenendone intatta l’anima.
«Con Peppe Barra, che da cinquant’anni incarna Razzullo, e Lalla Esposito nei panni di Sarchiapone – spiega Lambertini – la nostra Cantata mette al centro la lingua, la musica e la storia di Napoli, unico luogo al mondo capace di creare e conservare uno spettacolo così indefinibile: colto e popolare, comico e sacro, profondo e leggero, capace di emozionare grandi e piccoli».

Prodotta da Ag Spettacoli e Tradizione e Turismo – Teatro Sannazaro, la Cantata dei Pastori vede in scena, insieme a Peppe Barra e Lalla Esposito, Luca De Lorenzo, Massimo Masiello, Antonio Romano, Rosalba Santoro e Federica Totaro.

Le musiche di Giorgio Mellone, eseguite rigorosamente dal vivo, sono affidate a Pasquale Benincasa (percussioni), Giuseppe Di Colandrea (clarinetto), Agostino Oliviero (violino e mandolino) e Antonio Ottaviano (pianoforte). Le scene sono di Carlo De Marino, i costumi di Annalisa Giacci e le luci di Luigi Della Monica, con l’aiuto regia di Francesco Esposito e l’organizzazione di Chiara Guercia.

Intanto, prosegue fino a domenica 11 gennaio la mostra iconografica “Scarpetta dopo Scarpetta. Un secolo di ritorni e avventure sulle scene”, allestita al Trianon Viviani in occasione del Centenario della morte di Eduardo Scarpetta, che inaugurò il teatro nel 1911 con la sua compagnia. L’esposizione, a ingresso libero, è curata da Francesco Cotticelli, Pino Miraglia e Gianni Pinto, con il patrocinio dell’Università Federico II.

Un Natale che, ancora una volta, al Trianon Viviani si celebra nel segno della tradizione, della memoria e dell’identità culturale di Napoli.

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