A dieci giorni dalla riapertura simbolica del 25 aprile, il sito archeologico torna a respirare. Il Direttore Demma: «Un impegno per la cultura accessibile».

Dopo due mesi di chiusura forzata a causa della violenta alluvione di febbraio, il sito è tornato ad accogliere i visitatori lo scorso 25 aprile 2026, una data che per Sibari ha assunto un duplice valore di “Liberazione”: politica e materiale.

Nonostante le ferite lasciate dall’acqua e dal fango siano state profonde, la rapidità dei lavori di ripristino ha permesso di restituire alla comunità il Parco del Cavallo, mentre proseguono gli sforzi tecnici per stabilizzare l’area di Casabianca, ancora alle prese con la risalita della falda.

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