Il 2026 porta una nuova stangata sulle tariffe telefoniche, sia per la linea fissa che per quella mobile. Secondo le stime del Codacons, le famiglie italiane potrebbero pagare dai 12 ai 60 euro in più all’anno per ogni utenza.

Gli aumenti sono legati a diversi fattori: in parte l’adeguamento all’inflazione, in parte la fine della cosiddetta “guerra dei prezzi” che aveva mantenuto le tariffe più basse negli ultimi anni, e in parte la necessità per gli operatori di investire in nuove tecnologie. I principali gestori hanno già introdotto ritocchi verso l’alto a partire da gennaio, con incrementi che variano da 1 a 5 euro al mese a seconda dell’offerta sottoscritta.

Consigli per i consumatori
In caso di modifiche unilaterali dei contratti, i consumatori hanno diritto a recedere gratuitamente, senza penali né costi di disattivazione, e a passare a un altro operatore. Per esercitare il diritto di recesso è possibile inviare una raccomandata o una PEC al gestore, contattare il servizio clienti o utilizzare i form dedicati sui siti ufficiali delle compagnie telefoniche. Federico Bevilacqua, presidente di Assium, sottolinea come il mercato appaia sempre più complesso: “Tra offerte, promozioni e condizioni contrattuali differenti, per il consumatore non è facile orientarsi”.

Rincari a tutto campo nel 2026
L’aumento delle tariffe telefoniche si aggiunge a ulteriori rincari già previsti per l’inizio dell’anno: pedaggi autostradali (+1,5%), accise sul gasolio, pacchi postali provenienti da fuori Ue (+2 euro sotto i 150 euro), sigarette (fino a +15 centesimi per pacchetto) e Rc Auto (per l’incremento dell’aliquota sulle polizze infortunio collegate). Tutti questi aumenti si innestano su un’inflazione che nel 2025 ha registrato +1,5%, con un’accelerazione a dicembre (+1,2% sul mese).

Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i rincari complessivi per le famiglie italiane nel 2026 potrebbero raggiungere 672,60 euro all’anno, nonostante le riduzioni previste nel settore energia. Assium evidenzia che, considerata la spesa complessiva per i servizi telefonici (22,6 miliardi annui), anche piccoli aumenti avranno un impatto significativo sulla spesa collettiva.

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