La città scaligera vince la sfida contro Napoli e Perugia. Un esercito di 85.000 volontari e oltre 6.200 enti no profit pronti a mobilitarsi.
Il cuore pulsante del Terzo Settore italiano batterà a Verona per tutto il 2027. L’annuncio ufficiale è arrivato dal CsVnet (l’associazione dei Centri di servizio per il volontariato): la città di Giulietta ha superato la concorrenza di Napoli e Perugia, aggiudicandosi il titolo di Capitale italiana del volontariato 2027.
Il riconoscimento premia un progetto solido, capace di fare rete tra istituzioni (ANCI), realtà caritatevoli (Caritas Italiana) e il Forum del Terzo Settore.
I numeri di un territorio solidale
Verona non è solo arte e arena; i dati aggiornati a marzo 2026 mostrano una provincia con una densità associativa tra le più alte d’Italia. La proposta vincente poggia su fondamenta numeriche impressionanti:
- 85.000 volontari attivi su tutto il territorio provinciale.
- Oltre 6.200 enti non profit operativi.
- 500 organizzazioni di volontariato iscritte al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore).
- 950 associazioni di promozione sociale.
I settori di intervento spaziano dalla cultura al soccorso sociale, fino all’educazione, con un’attenzione crescente verso il coinvolgimento dei giovani e la creazione di percorsi di inclusione innovativi.
Un laboratorio di inclusione
Essere Capitale del Volontariato non è solo un titolo onorifico, ma l’occasione per trasformare la città in un laboratorio a cielo aperto. Il programma per il 2027 punterà a rendere il volontariato non solo un’attività di supporto, ma un vero motore di sviluppo economico e civile, capace di rigenerare le periferie e rafforzare il legame tra le generazioni.
