C’è un’idea di libertà che non si può spiegare a parole ma si può solo ascoltare attraverso il ritmo di un motore e il passaggio del vento sulla visiera. Per chi ama le due ruote, la motocicletta non è mai stata un semplice mezzo di trasporto ma, al contrario, è un’estensione fisica della propria volontà di esplorazione, uno strumento di meditazione attiva che costringe a essere interamente presenti nel qui e ora. Sulla sella, il rapporto con il paesaggio circostante si fa intimo, diretto, privo della mediazione dei filtri di un abitacolo. Si percepiscono i cambi di temperatura nell’ombra dei boschi, l’odore della terra bagnata, la consistenza dell’asfalto che curva dopo curva disegna la geografia del territorio.

Questa ricerca di spazi e di tempo, tuttavia, trova il suo compimento più alto quando da esperienza solitaria si trasforma in rito collettivo. La strada, per sua natura, è un luogo di incontri e quando la passione per il viaggio si sposa con il desiderio di tenere vivo un ricordo, il viaggio stesso si carica di un significato profondo, capace di unire intere comunità attorno a un senso di appartenenza che supera il tempo e la distanza.

È questo lo spirito che anima il 9° Memorial “Paolo Mangeruga”, il celebre motoraduno piemontese che domenica 26 luglio 2026 trasformerà il borgo di Bosconero (Torino) nel punto di convergenza per centinaia di centauri provenienti da diverse province del nord-ovest.


Il rombo dei motori nel cuore della tradizione canavesana

La manifestazione, diventata ormai un punto fermo nel calendario dell’estate canavesana, si inserisce in una cornice di festa e convivialità radicata nel tessuto locale. L’evento si svolgerà in concomitanza con la storica Sagra dell’Agnolotto di Bosconero, creando un connubio originale tra la cultura biker e le tradizioni enogastronomiche del territorio.

La base logistica e punto di ritrovo dell’intera manifestazione sarà la suggestiva Borgata Roggia, una località immersa nel verde delle campagne di Bosconero. A partire dalle ore 14:00, i partecipanti cominceranno a radunarsi, trasformando la frazione in una mostra a cielo aperto di meccanica, stile e passione: dalle moto storiche ai modelli da turismo più moderni, fino alle iconiche linee delle storiche ruote piaggio, grazie al coinvolgimento attivo della associazione “Sono fatto di Vespa”.

Il coordinamento di una macchina organizzativa così complessa è il frutto di una sinergia ormai consolidata nel tempo. L’evento è infatti curato dall’associazione “Amici della Rusà”, dal gruppo motociclistico “Bosconerobikers” e, appunto, dal gruppo “Sono fatto di Vespa”. Questa collaborazione rappresenta un esempio virtuoso di come le diverse anime dell’associazionismo locale possano unire le proprie forze: da un lato l’esperienza dei “Bosconerobikers” nell’organizzazione tecnica di eventi legati alle due ruote, dall’altro il profondo legame con la memoria e la cultura popolare custodito dagli “Amici della Rusà”.

Un itinerario tra borghi storici e colline

Il programma del 2026 prevede una parata motociclistica che si snoderà lungo un itinerario panoramico appositamente studiato per valorizzare le bellezze paesaggistiche del Canavese e del Chivassese. I centauri attraverseranno pianure agricole, piccoli borghi storici e si inerpicheranno lungo i rilievi collinari che caratterizzano la provincia di Torino, offrendo una sequenza di vedute che alternano l’architettura dei castelli medievali alle geometrie ordinate dei vigneti. La sfilata non sarà una corsa, ma un lento procedere collettivo, pensato per assaporare la bellezza del viaggio e la fluidità della guida in gruppo.

Durante il percorso sono previsti momenti di sosta e ristoro, un’occasione per togliere il casco, confrontarsi sulle prestazioni dei mezzi, fare nuove amicizie e, soprattutto, assaporare le eccellenze culinarie del territorio. Il legame con la Sagra dell’Agnolotto troverà qui la sua massima espressione, permettendo a motociclisti e accompagnatori di gustare il piatto simbolo della kermesse, preparato secondo le antiche ricette della tradizione contadina piemontese.


Trasformare l’assenza in presenza: la storia del Memorial

Dietro l’entusiasmo dei motori e la bellezza delle colline canavesane si nasconde un nucleo emotivo profondo che dà un senso speciale a tutta l’iniziativa. Il raduno è nato nel 2017 per onorare la figura di Paolo Mangeruga, un giovane motociclista di Bosconero scomparso prematuramente.

La perdita di un amico e di un membro attivo della comunità è una ferita che rischia spesso di lasciare spazio solo al silenzio e al dolore. La comunità di Bosconero, tuttavia, ha scelto una strada diversa. Attraverso il “Memorial”, gli organizzatori sono riusciti a trasformare il vuoto della scomparsa in un momento di straordinaria aggregazione e solidarietà. Sulla strada, il ricordo di Paolo non vive nella tristezza del passato, ma si fa presente attraverso il viaggio, la condivisione della passione comune e l’amicizia che si rinnova a ogni colpo di acceleratore.

La longevità di questo appuntamento, giunto alla sua nona edizione, testimonia come il dolore possa essere rielaborato collettivamente, trasformandosi in una festa della vita che coinvolge non solo i motociclisti più esperti, ma anche intere famiglie, giovani e semplici curiosi che desiderano trascorrere una giornata all’insegna della socialità e del rispetto reciproco.


Informazioni pratiche e partecipazione

La parata e le attività del Memorial sono aperte a qualsiasi tipologia di moto e sono accessibili anche a chi non possiede un mezzo a due ruote ma desidera partecipare come passeggero o semplice spettatore alle tappe del percorso e ai festeggiamenti in Borgata Roggia. Per ricevere maggiori dettagli sul percorso definitivo, sulle modalità di iscrizione o per effettuare le prenotazioni necessarie, il comitato organizzatore ha messo a disposizione i seguenti contatti telefonici diretti dei referenti dell’iniziativa: 33171986936 oppure 3473671227.

La strada aspetta i suoi viaggiatori a Bosconero, per una domenica in cui il rombo dei motori diventerà, ancora una volta, la voce della memoria e della libertà.

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