La sesta giornata di Champions League mette Inter e Atalanta davanti a due ostacoli di altissimo livello: Liverpool e Chelsea. Due sfide che pesano sul presente europeo delle italiane e che arrivano in un momento delicato per entrambe, reduci da sconfitte che hanno lasciato strascichi. Per Chivu e Palladino non si tratta soltanto di una partita: è un vero test di maturità.
Inter-Liverpool: crisi Reds e occasione nerazzurra
L’Inter si presenta allo scontro diretto con i Reds forte di un girone finora molto positivo, con quattro vittorie che hanno quasi garantito l’accesso ai playoff. Ma il ko allo scadere contro l’Atletico ha complicato la corsa verso gli ottavi e ha reso la sfida di San Siro più pesante del previsto.
Il Liverpool, dal canto suo, vive un momento nero. Una sola vittoria nelle ultime cinque, ottavo posto in Premier League e un clima interno esplosivo. Arne Slot è in bilico e il caso-Salah ha amplificato la crisi: l’egiziano, tre volte di fila in panchina, ha attaccato il tecnico, venendo escluso e lasciato a casa. Pur legato da un contratto fino al 2027, il suo addio già a gennaio appare inevitabile.
Contro l’Inter, dunque, i Reds si presenteranno senza la loro stella e con una formazione ridisegnata: 4-2-3-1 con Szoboszlai trequartista, Wirtz ed Ekitikè larghi, Isak riferimento offensivo. Gravenberch e MacAllister agiranno in mezzo, mentre sulle fasce difensive ci saranno Gomez e Robertson. Al centro della retroguardia confermati van Dijk e Konaté davanti ad Alisson.
Chivu risponderà con il classico 3-5-2. Dumfries resta indisponibile, mentre Mkhitaryan – pur recuperato – non partirà titolare. In mezzo conferme per Barella, Calhanoglu e Zielinski, con Luis Henrique e Dimarco sulle fasce. In difesa Acerbi guiderà il reparto su Isak, affiancato da Bastoni e da uno tra Akanji (alle prese con la febbre) e Bisseck.
A San Siro la posta in gioco è pesantissima: una vittoria spianerebbe la strada verso gli ottavi, mentre un altro passo falso trasformerebbe le sfide di gennaio con Arsenal e Borussia Dortmund in un percorso a ostacoli.
Atalanta-Chelsea: Palladino a caccia di risposte
Scenario complicato anche per l’Atalanta, che dopo il successo all’esordio contro l’Eintracht e una buona prima parte di girone è crollata in campionato, fino alla sconfitta traumatica contro il Verona. Con la classifica di Serie A che mette paura e l’Europa a sette punti di distanza, la squadra di Palladino si trova in un momento critico.
Di fronte ci sarà il Chelsea di Enzo Maresca, quinto in Premier League e altalenante, ma in crescita in campo europeo con tre vittorie nelle ultime quattro. Una sfida che, sulla carta, pende verso i Blues, ma la Dea ha spesso trovato nelle notti europee le energie per superare i propri limiti.
Palladino schiererà l’undici migliore possibile: Scalvini è l’unico big out, Pasalic partirà dalla panchina. Il modulo sarà il 3-4-2-1 con De Ketelaere e Lookman alle spalle di Scamacca. A centrocampo ci saranno Ederson e de Roon, con Bellanova e Zappacosta sugli esterni. In difesa spazio a Hien, Djimsiti e Kossounou.
Maresca, privo di Delap e Palmer, valuta l’inserimento degli esplosivi Estevao e Garnacho sulle fasce, giocatori in grado di spaccare la partita con tecnica e velocità. Davanti agirà Joao Pedro, rivelazione del Mondiale per Club, supportato da Enzo Fernandez sulla trequarti. James si muoverà vicino a Caicedo, mentre Malo Gusto e Cucurella presidieranno le corsie. In porta ci sarà Sanchez, con Chalobah e Fofana centrali.
Una vittoria avvicinerebbe il Chelsea agli ottavi, ma l’Atalanta è chiamata a dimostrare di avere ancora il carattere delle grandi notti europee. E Palladino, dopo gli ultimi scivoloni, non può più permettersi passi falsi.
Per Inter e Atalanta, quella di oggi è molto più di una semplice giornata europea: è un bivio che può segnare il loro futuro nella competizione.

