Un Mezzogiorno che innova, sperimenta e costruisce modelli di sviluppo capaci di generare impatto reale sul territorio. È questa la cornice in cui si inserisce il protocollo biennale siglato tra Fondosviluppo, il fondo mutualistico di Confcooperative, e la Fondazione con il Sud, organismo nazionale impegnato nella crescita del terzo settore nel Mezzogiorno.
L’accordo, attivo da mesi, sta già producendo risultati: quattro cooperative sociali del Sud Italia hanno ricevuto il sostegno necessario per avviare o potenziare attività in settori strategici, dall’agricoltura sociale alla ristorazione inclusiva, dalla gestione di beni confiscati alla creazione di percorsi di inserimento lavorativo per persone vulnerabili.
Un modello sperimentale che guarda al futuro del terzo settore
L’iniziativa, spiega Maurizio Gardini, presidente di Fondosviluppo, rappresenta un percorso innovativo nato per mettere a disposizione del terzo settore strumenti finanziari avanzati:
«È un progetto sperimentale per sostenere enti del terzo settore costituiti in forma cooperativa, con interventi mirati all’inclusione sociale e allo sviluppo imprenditoriale».
Non un semplice contributo, dunque, ma un vero modello di accompagnamento, costruito su criteri di sostenibilità economica e impatto comunitario.
Come funziona il supporto: tre livelli di intervento
Il sostegno alle cooperative si articola su tre strumenti complementari:
- 50mila euro di partecipazione al capitale sociale da parte di Fondosviluppo, tramite azioni che si auto-estinguono dopo cinque anni al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
- Altri 50mila euro a fondo perduto messi a disposizione dalla Fondazione con il Sud.
- Risorse aggiuntive provenienti da stakeholder locali – comuni, enti del terzo settore, privati – per completare l’investimento.
Un modello che combina finanza etica, responsabilità sociale e capacità di attrarre ulteriori energie del territorio.
Puglia, Sicilia, Basilicata e Campania protagoniste
La Puglia, insieme a Sicilia, Basilicata e Campania, è tra le regioni in cui il protocollo sta mostrando maggiore vitalità. Le cooperative selezionate stanno lavorando su progetti che puntano a:
- creare lavoro per giovani e persone fragili;
- recuperare beni confiscati restituendoli alla comunità;
- sperimentare filiere agricole e ristorative inclusive;
- costruire modelli di impresa sociale replicabili.
Si tratta di realtà che coniugano impatto sociale e capacità di stare sul mercato, confermando che il Sud, quando messo nelle condizioni giuste, sa innovare e produrre valore.
“Adesso possiamo alzare l’asticella”
Per Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud, il protocollo segna un passaggio decisivo:
«Questo accordo ci permette di alzare l’asticella. Ora possiamo offrire al terzo settore strumenti innovativi per aderire in modo più solido e sostenibile al modello cooperativo».
Il Sud torna così protagonista di una sperimentazione che unisce sviluppo locale, coesione sociale e impresa responsabile: una direzione che parla al Paese intero e che conferma come il Mezzogiorno, quando valorizzato, sia un terreno fertile per nuove forme di crescita.

