Con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati il 30 dicembre, la Manovra 2026 diventa legge. Un provvedimento ampio, che interviene su fisco, lavoro, famiglie, imprese e welfare, con l’obiettivo dichiarato di sostenere il ceto medio, rafforzare la crescita e mantenere sotto controllo i conti pubblici in una fase economica ancora fragile.
Il testo licenziato dal Parlamento conferma molte delle misure annunciate nelle scorse settimane, ma introduce anche alcuni correttivi che incidono in modo diretto sulla vita quotidiana di cittadini e imprese.
Taglio dell’Irpef e sostegno ai redditi medi
Il cuore della Manovra è il fisco. Il governo conferma il taglio dell’Irpef per i redditi fino a 50 mila euro, con la seconda aliquota che scende dal 35% al 33%. Una misura pensata per alleggerire la pressione fiscale sul ceto medio, accompagnata dall’ampliamento della no tax area per i redditi più bassi.
Viene inoltre rafforzato il taglio del cuneo fiscale, con effetti positivi sulle buste paga dei lavoratori dipendenti, mentre restano invariate le agevolazioni per i fringe benefit fino a 5 mila euro.
Pensioni: età che sale e previdenza complementare
Sul fronte previdenziale, la Manovra prevede un graduale innalzamento dell’età pensionabile, che scatterà nel 2028 anziché nel 2027. Viene inoltre incentivata l’adesione alla previdenza complementare, con meccanismi di adesione semiautomatica pensati per rafforzare le pensioni future, soprattutto per i più giovani.
Imprese: incentivi agli investimenti e Transizione 5.0
Per le imprese arriva la proroga dell’iperammortamento fino al 2028, con percentuali maggiorate per gli investimenti in beni strumentali e tecnologie avanzate. Rifinanziata anche la Nuova Sabatini, mentre trovano spazio risorse dedicate alla Transizione 5.0, con oltre un miliardo di euro destinato a innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica.
Debiti e nuova rottamazione
Tra le misure più attese c’è la nuova definizione agevolata dei debiti fiscali maturati tra il 2000 e il 2023. La rottamazione prevede il pagamento in 9 anni, con 54 rate bimestrali e un tasso agevolato al 3%. Un intervento che punta a fare cassa ma anche a ridurre il contenzioso fiscale.
Nuove imposte e riequilibri
La Manovra introduce una nuova imposta fissa di 2 euro sulle spedizioni extra Ue di valore inferiore a 150 euro, con un impatto diretto sugli acquisti online da piattaforme internazionali. Aumentano le accise sul gasolio, compensate dal calo di quelle sulla benzina, in un’ottica di riequilibrio che però peserà su chi utilizza veicoli diesel.
Restano confermate anche le modifiche alla Tobin Tax sulle transazioni finanziarie.
Famiglie, casa e affitti brevi
Ampio spazio alle politiche familiari: confermato il bonus casa e il bonus ristrutturazioni, con aliquote differenziate tra prima e seconda abitazione. Cambiano i criteri Isee, con l’innalzamento della soglia di esclusione della prima casa fino a 91.500 euro, che salgono a 200 mila nelle città metropolitane.
Sugli affitti brevi resta l’aliquota ridotta al 21% per il primo immobile, mentre sale al 26% per il secondo, con l’obiettivo di contrastare l’uso speculativo degli immobili.
Scuola, università e cultura
Sul fronte dell’istruzione, la Manovra stanzia risorse per il diritto allo studio universitario, con l’obiettivo di raggiungere 60 mila posti letto per studenti fuori sede. Previsti fondi aggiuntivi per la ricerca pubblica e per il settore cinema, che nel 2026 potrà contare su 610 milioni di euro.
Una manovra di equilibrio
La Manovra 2026 si muove lungo una linea di equilibrio tra sostegno a famiglie e imprese e necessità di garantire la sostenibilità dei conti pubblici. Un impianto che guarda alla crescita, ma che lascia aperti nodi strutturali – dal costo dell’energia alla produttività – destinati a tornare al centro del dibattito politico nei prossimi mesi.
Un bilancio che segna una direzione, ma non chiude la partita.

