L’Italia affronta settimane critiche per la stagione influenzale. Con circa 800 mila casi registrati in soli sette giorni, i pronto soccorso di Nord e Sud sono sotto forte pressione, con pazienti fragili costretti a stazionare sulle barelle in attesa di un posto letto. Il sistema del 118 è sottoposto a un carico straordinario, mentre le polmoniti mostrano un aumento costante, nonostante una riduzione delle bronchioliti grazie alle campagne vaccinali.

Alessandro Riccardi, presidente nazionale della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), descrive il fenomeno del “boarding”: “Ogni malato in barella rallenta di 19 minuti il tempo di accesso di altri pazienti. Se sono 20, significa oltre tre ore di attesa”. Una situazione aggravata dai pazienti più fragili, le cui dimissioni vengono posticipate, creando un rallentamento a catena nei reparti.

Secondo gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, il virus influenzale continua a circolare in modo intenso, con la variante K, insieme a ceppi AH3N2 e H1N1, che crea un mix particolarmente aggressivo. Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, avverte: “Il campanello d’allarme non è tanto la febbre, ma la difficoltà a respirare per tosse intensa e dolori toracici. In presenza di questo quadro si deve andare subito al pronto soccorso. È una situazione molto complessa”.

La riapertura delle scuole dopo la Befana rischia di riaccendere la curva dei contagi, già alta nonostante un calo temporaneo durante le festività natalizie. Intanto, il ceppo K sta dominando anche a livello internazionale, con record di casi e ricoveri negli Stati Uniti e ondate precoci di influenza in Giappone e Regno Unito.

L’Istituto Superiore di Sanità ribadisce l’importanza di precauzioni semplici ma efficaci: lavaggio frequente delle mani, igiene respiratoria, isolamento dei malati nelle prime fasi della malattia e attenzione alla somministrazione dei farmaci. Gli antibiotici non sono efficaci contro virus come l’influenza o il COVID-19 e il loro uso improprio rischia di favorire resistenze batteriche.

Con la stagione influenzale nel pieno della sua corsa, ospedali, medici e famiglie sono chiamati a gestire una pressione senza precedenti, in un gennaio che si preannuncia tra i più impegnativi degli ultimi anni.

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