Il 15 aprile 2026 non sarà una data ordinaria per la categoria. Le elezioni commercialisti per il rinnovo del presidente e dei membri del Consiglio nazionale rappresentano un passaggio decisivo per il futuro di una professione che conta oltre 120mila iscritti in tutta Italia. A ufficializzare la propria ricandidatura è il presidente uscente Elbano De Nuccio, che guida il CNDCEC in una fase storica segnata da profonde trasformazioni normative, digitali ed economiche.
“Una scelta di responsabilità e continuità”

“Il 15 aprile 2026 non sarà solo una data. Sarà una scelta di responsabilità e continuità”. Con queste parole De Nuccio ha annunciato la volontà di proseguire il mandato alla guida del Consiglio nazionale dei commercialisti.
Il riferimento è a un quadriennio complesso. Riforme fiscali, cambiamenti normativi continui, transizione digitale, crisi economiche e nuove responsabilità per i professionisti hanno ridefinito il perimetro della professione.
Secondo De Nuccio, il lavoro svolto in questi anni ha avuto tre direttrici principali: rafforzare il ruolo istituzionale della categoria, difendere le prerogative professionali e dare voce ai territori. Un’agenda che ora punta a consolidare quanto costruito.
Le elezioni commercialisti in un contesto di cambiamento
Le elezioni commercialisti arrivano in un momento delicato. La figura del commercialista non è più solo quella tradizionale legata agli adempimenti fiscali. Oggi il professionista è consulente strategico per imprese e famiglie, interprete delle norme, presidio di legalità economica.
La digitalizzazione ha modificato processi e strumenti. L’introduzione di piattaforme telematiche, la fatturazione elettronica, l’evoluzione dei sistemi di controllo fiscale hanno richiesto competenze sempre più specialistiche. Parallelamente, la pressione normativa non si è ridotta.
In questo quadro, il ruolo del CNDCEC è diventato centrale nel dialogo con il legislatore e con le istituzioni. La capacità di rappresentanza nazionale è un elemento che pesa nella valutazione del mandato.
Continuità o cambiamento?
La candidatura di De Nuccio si colloca esplicitamente nel segno della continuità. “Le riforme avviate devono essere completate. I risultati raggiunti devono diventare strutturali”, ha dichiarato. Il messaggio è chiaro: il lavoro impostato negli ultimi quattro anni necessita di stabilità per produrre effetti duraturi. In gioco, secondo il presidente uscente, non c’è solo un rinnovo di cariche ma la definizione della traiettoria futura della professione.
Le elezioni commercialisti diventano così una scelta tra modelli di governance: consolidamento dell’attuale impostazione o apertura a una diversa visione strategica.
Dignità professionale e tutele
Un passaggio centrale del discorso di De Nuccio riguarda il concetto di dignità professionale. “La nostra professione merita rispetto, tutele e prospettive. Ogni collega merita dignità”, ha affermato. Dignità, nelle sue parole, significa riconoscimento istituzionale, compensi adeguati, certezza normativa e autorevolezza. Temi che intercettano un sentimento diffuso tra i professionisti, spesso chiamati a gestire responsabilità crescenti senza un parallelo alleggerimento degli oneri burocratici.
Il riferimento ai colleghi che operano da soli e a quelli inseriti in studi strutturati evidenzia la pluralità della categoria. Così come l’attenzione ai giovani che iniziano la professione, chiamati a confrontarsi con un mercato competitivo e in continua evoluzione.
Il peso dei numeri
I 120mila commercialisti italiani rappresentano una delle categorie professionali più rilevanti nel sistema economico nazionale. Il CNDCEC, come organo di rappresentanza, ha un ruolo determinante nella definizione di standard professionali, linee guida e interlocuzione con Governo e Parlamento.
Le elezioni commercialisti del 15 aprile non riguardano soltanto la governance interna ma incidono sulla capacità della categoria di incidere nel dibattito pubblico su fisco, impresa e sviluppo economico. In una stagione di riforme fiscali annunciate e di revisione dei rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria, la voce dei commercialisti è destinata a rimanere centrale.
Una campagna nel segno dei contenuti
“Risultati, competenze, visione. Non slogan ma lavoro e continuità”. Con questa formula De Nuccio sintetizza la propria impostazione. Un richiamo a una campagna elettorale che punta sui contenuti più che sulle contrapposizioni.
Le prossime settimane diranno se emergeranno alternative strutturate e quale sarà il clima del confronto interno alla categoria. Di certo, le elezioni commercialisti rappresentano un momento di riflessione collettiva sul futuro della professione.
Il 15 aprile 2026 gli aventi diritto saranno chiamati a scegliere la guida del CNDCEC per il prossimo mandato. In un contesto in cui fiscalità, innovazione digitale e responsabilità professionali continuano a evolversi, la scelta della leadership non è un passaggio formale. È una decisione che riguarda la direzione strategica di una professione chiave per il sistema economico italiano.
