La pala d’altare della “mirabile pittoressa”, a lungo declassata come anonima, si riunisce alla Collezione Borbone. Il direttore Schmidt: “Un benvenuto che valorizza il genio femminile tra ‘500 e ‘700”.

Una firma apposta con determinazione per non essere cancellata dalla storia. Il Museo e Real Bosco di Capodimonte celebra il “ritorno a casa” di Fede Galizia (1587-1630), protagonista di una straordinaria riscoperta artistica. L’opera “Adorazione dei re Magi” (1610), parte della Collezione Borbone da oltre due secoli ma mai esposta prima d’ora nella Reggia, ha trovato la sua collocazione definitiva nella sala 79, riaperta al pubblico dopo i necessari lavori di adeguamento.

Il percorso del dipinto è segnato da secoli di oblio: a lungo considerata dispersa e catalogata erroneamente come opera di un “anonimo fiorentino”, la pala è stata ufficialmente identificata solo nel 2021. Si tratta della prima pala d’altare firmata dalla celebre artista milanese, nota al grande pubblico soprattutto per le sue nature morte e i ritratti, che in questa composizione dimostra di saper dialogare con i giganti del Cinquecento, da Leonardo a Raffaello e Correggio.

L’arrivo dell’opera arricchisce la narrazione della pittura al femminile del museo, affiancando Fede Galizia a nomi del calibro di Artemisia Gentileschi e Sofonisba Anguissola.

“Diamo il benvenuto a Capodimonte alla ‘mirabile pittoressa’ Fede Galizia”, ha dichiarato il direttore Eike Schmidt. “La sua opera raggiunge nelle nostre collezioni colleghe illustri come Elisabetta Sirani, Lavinia Fontana e Angelica Kauffmann. Ognuna di loro porta con sé una storia straordinaria, sociale e civile, che intendiamo valorizzare sempre di più”.

Il direttore ha inoltre rivolto un ringraziamento speciale alla Chiesa di San Pasquale a Chiaia e all’Ordine Francescano, che hanno custodito la tela fino alla sua recente attribuzione, auspicando nuove collaborazioni in vista delle celebrazioni per l’ottavo centenario di San Francesco.

La presenza di Fede Galizia nel capoluogo campano non si esaurisce a Capodimonte. La città custodisce infatti una seconda testimonianza del suo talento in un ambito, quello delle pale d’altare, all’epoca quasi esclusivamente maschile: il “San Carlo in Estasi” presso la chiesa di San Carlo alle Mortelle.

La “nuova” Adorazione dei Magi rappresenta un tassello fondamentale per comprendere la fortuna critica di una pittrice di successo nel XVII secolo. L’apertura della sala 79 cade in un momento strategico per il museo: con le festività pasquali alle porte e la coincidenza della domenica gratuita, è atteso un flusso record di visitatori pronti a scoprire questo capolavoro ritrovato.

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ViviItalia
Panoramica privacy

Leggi l'informativa.