Sabato 11 aprile un’escursione culturale nel cuore della Roma antica. Un viaggio tra le visioni del cardinale Baronio e una facciata decorata a graffito, caso unico nella Capitale.
Roma non finisce mai di stupire e la Basilica dei Santi Nereo e Achilleo ne è la prova tangibile.
Sabato 11 aprile 2026, alle ore 15:00, le porte di questo scrigno d’arte e fede si apriranno per una visita guidata esclusiva.
Situata a pochi passi dalle maestose Terme di Caracalla, la basilica affonda le sue radici in una leggenda toccante: si dice sorga proprio nel punto in cui San Pietro, in fuga dalla prigionia, perse una fascia che gli fasciava il piede ferito (da qui l’antico nome Titulus Fasciolae).
Il destino di questo luogo sacro è indissolubilmente legato alla Congregazione degli Oratoriani di San Filippo Neri e, in particolare, alla figura del Cardinale Cesare Baronio.
Nel Seicento, Baronio intraprese un restauro filologico straordinario, trasformando la chiesa in un manifesto della storia della Cristianità. Le pareti sono interamente rivestite da un ciclo di affreschi di rara intensità che narrano il martirio dei santi titolari e le vicende dei Dodici Apostoli, offrendo un esempio magistrale di come l’arte controriformista intendesse istruire ed emozionare il fedele.
Tuttavia, la vera sorpresa attende i visitatori all’esterno. Grazie a recenti e meticolosi restauri, è tornata a splendere la facciata decorata a graffito. Si tratta di una tecnica ornamentale rarissima per gli edifici religiosi romani, un vero unicum che rende la basilica una tappa imprescindibile per gli amanti dell’architettura e della fotografia.
La visita è aperta a tutti (consigliata dai 12 anni in su) e rappresenta un’occasione d’oro per uscire dai circuiti turistici più affollati e immergersi nel silenzio e nella bellezza di una Roma “minore” solo per dimensioni, ma grandiosa per storia e fascino.

