Giovedì 16 aprile l’ultimo atto della rassegna sperimentale al Teatro De Filippo. Lo spettacolo di Antimo Casertano, pluripremiato dalla critica, ripercorre la storia dell’Italsider tra lotte e memoria.

ARZANO, 9 aprile 2026 – Si chiude sotto il segno dell’impegno civile e della narrazione storica la rassegna di teatro d’innovazione “Tracce dinamiche”. Giovedì 16 aprile, alle ore 21:00, il Teatro Eduardo De Filippo di Arzano ospiterà l’ultimo appuntamento in cartellone: “Mare di ruggine. La favola dell’Ilva 2.0”. Lo spettacolo, una produzione della Compagnia Teatro Insania, arriva ad Arzano forte di un incredibile palmarès, culminato con il prestigioso Premio ANCT 2025 (Associazione Nazionale Critici di Teatro).

Scritto e diretto da Antimo Casertano, che divide la scena con Daniela Ioia, Luigi Credendino e Francesca De Nicolais, il progetto è una “favola” amara che attraversa cinque generazioni. È il racconto di un padre a un figlio, un viaggio che intreccia i destini di una famiglia con l’ascesa e il declino dello stabilimento ex Ilva (poi Italsider) di Bagnoli, simbolo di un’intera epoca industriale italiana.

Lo spettacolo esplora la fabbrica — ‘o cantiere — come unica alternativa di sussistenza per migliaia di famiglie, non solo a Napoli, ma anche a Taranto, Genova e Piombino. Attraverso musiche originali (Paky Di Maio) e una scenografia evocativa (Flaviano Barbarisi), l’opera mette a nudo:

  • Le conquiste sociali: Il senso di appartenenza alla classe operaia e le lotte per i diritti.
  • Il declino: Il piano di deindustrializzazione e lo spettro dell’abbandono del bene comune.
  • Il conflitto morale: L’indagine tra vita e morte, tra la promessa di benessere e il compromesso della salute.

Come dichiarato dallo stesso Casertano, “Mare di ruggine” nasce dalla volontà di non rassegnarsi all’oblio. È una denuncia contro lo sciacallaggio e la privatizzazione, ma anche un atto di speranza affinché le nuove generazioni possano narrare una realtà libera dai “mostri” del passato. La rassegna, diretta da Roberta Stravino con la direzione artistica di Ettore Nigro, si conferma così un punto di riferimento per il teatro sperimentale riconosciuto dal Ministero della Cultura.

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