Il panorama culturale piemontese si arricchisce di una nuova, importante realtà. Il prossimo 17 aprile 2026 aprirà a Sant’Ambrogio di Torino il museo Mario Giansone, un progetto ambizioso volto a restituire l’eredità artistica e culturale del maestro torinese (1915-1997).
L’esposizione permanente trova casa all’interno dell’affascinante cornice dell’ex Maglificio Fratelli Bosio, trasformato per l’occasione in un centro dinamico di ricerca e dialogo artistico.
Il percorso espositivo: un’anima in molteplici forme
Il museo si sviluppa su una superficie di 750 metri quadrati divisa in sette sale. La collezione permanente vanta 263 opere che testimoniano l’eccezionale versatilità di Giansone nell’uso dei materiali e delle tecniche:
- Scultura: Circa 170 opere in marmo, granito, legno, bronzo e lamiera.
- Pittura e Grafica: 30 quadri, oltre a xilografie, litografie, incisioni, disegni e stencil.
- Arte Tessile: Un arazzo e lavori in cui l’artista ha “imprigionato la luce nei fili”.
I temi portanti della ricerca di Giansone
Le sale attraversano i nuclei fondamentali della poetica dell’artista, offrendo una visione completa della sua sensibilità:
- Il Jazz: interpretato come espressione massima del dinamismo, del suono e del movimento nel ballo.
- La Guerra: raccontata nella sua brutalità.
- La Tecnologia: il fascino per le innovazioni del XX secolo.
- Il Mondo Animale e Femminile: l’eleganza formale dei gatti e l’intimismo delicato delle donne.
Un museo aperto al futuro
Nelle parole di Giuseppe Floridia, presidente della Fondazione Giansone, l’artista ha cercato per tutta la vita di dare forma e volume alla propria anima attraverso i materiali più duri. Il nuovo museo non vuole essere solo un luogo di conservazione, ma uno spazio accessibile per riflettere sulle declinazioni contemporanee del “fare arte” e riscoprire il valore della sperimentazione visiva.

