Il mondo della cultura italiana piange la scomparsa di David Riondino, mancato oggi 29 marzo all’età di 73 anni. Artista poliedrico e inclassificabile, Riondino è stato un protagonista assoluto della scena creativa nazionale, capace di spaziare con estrema naturalezza tra la musica d’autore, il teatro di parola, il cinema d’impegno e la satira pungente.
L’annuncio della sua scomparsa, affidato ai social dall’amica di sempre Chiara Rapaccini, ha suscitato un profondo cordoglio.
Non solo nella sua Firenze, dove mosse i primi passi con il Collettivo Victor Jara, ma in tutto il Paese. I funerali saranno celebrati martedì 31 marzo, a Roma, nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo.
Riondino è stato un artista capace di nobilitare ogni linguaggio toccato. La sua carriera è stata un mosaico di collaborazioni prestigiose e intuizioni geniali:
- La Satira: Storica firma di testate come Tango, Cuore e Linus, ha prestato la sua penna a un umorismo colto e mai banale, spesso accanto a maestri come Sergio Staino.
- La Musica: Portano la sua firma i versi di successi intramontabili come Maracaibo, ma anche esperimenti raffinati come le letture illustrate e i cicli dedicati a Boccaccio e ai grandi poeti.
- Il Cinema e il Teatro: Ha lavorato con registi del calibro dei fratelli Taviani, Marco Tullio Giordana e Gabriele Salvatores. Indimenticabili i suoi sodalizi teatrali con Sabina Guzzanti e Dario Vergassola, con cui ha dato vita a recital di rara intelligenza.
- La TV: Il grande pubblico lo ricorda anche per personaggi iconici come Joao Mesquinho, il malinconico cantautore brasiliano presentato al Maurizio Costanzo Show, e per le partecipazioni a programmi come Quelli che il calcio.
Con David Riondino scompare una figura di “capo visionario” – come lo ha definito Rapaccini – che ha saputo mantenere viva la tradizione dei cantastorie moderni. La sua capacità di leggere il presente attraverso la lente della poesia e del paradosso lo ha reso un punto di riferimento per intere generazioni di artisti.
Dalla fondazione del festival “Il giardino della poesia” alle numerose pubblicazioni per Feltrinelli e Nottetempo, la sua eredità artistica resta un patrimonio di curiosità intellettuale e libertà creativa. La sua voce, capace di cantare le ingiustizie del mondo con un sorriso amaro e di riscoprire i classici della letteratura con lo spirito di un ragazzino, mancherà profondamente al panorama culturale italiano.

