Con la solenne celebrazione della Domenica delle Palme, ha preso il via la Settimana Santa 2026. Papa Leone, rientrato dal recente viaggio nel Principato di Monaco, ha presieduto la commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme davanti a una folla di fedeli che ha gremito piazza San Pietro, dove sono stati distribuiti circa 120.000 ramoscelli d’ulivo.

Al centro dell’omelia del Pontefice statunitense, un accorato richiamo alla pace e alla responsabilità individuale nel rifiuto della violenza.

Citando il “Servo di Dio” don Tonino Bello, Leone ha rivolto un invito diretto ai leader e ai popoli in guerra: «Abbiate pietà, deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli».

Il Papa ha sottolineato come la fede non possa mai essere utilizzata per giustificare i conflitti, definendo il gemito delle vittime della guerra come il grido di Cristo sulla croce.

La Settimana Santa proseguirà con i riti del Triduo pasquale, che quest’anno vedranno alcune variazioni significative rispetto alla prassi degli ultimi anni:

  • Giovedì 2 aprile: Al mattino la Messa Crismale in San Pietro. Nel pomeriggio, la Messa in Coena Domini con il rito della lavanda dei piedi si terrà nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Si tratta di un ritorno alla consuetudine che vede il Vescovo di Roma celebrare nella propria cattedrale.
  • Venerdì 3 aprile: Celebrazione della Passione del Signore nel pomeriggio in San Pietro e, in serata, la tradizionale Via Crucis presso il Colosseo.
  • Sabato 4 aprile: Veglia Pasquale nella Basilica Vaticana a partire dalle ore 20:00.
  • Domenica 5 aprile: Messa di Pasqua in Piazza San Pietro seguita dalla benedizione Urbi et Orbi.

Il messaggio papale si è concluso con un’invocazione alla speranza, chiedendo che le sofferenze dei poveri e degli oppressi possano trovare presto sollievo. Il richiamo alla “donna del terzo giorno” di don Tonino Bello è servito a ribadire la fiducia nella risoluzione delle ingiustizie e nella fine delle ostilità che segnano l’attuale panorama internazionale.

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