Fino al 20 settembre, la Manica Lunga ospita la prima personale italiana dell’artista cilena. Un’opera monumentale in lana e bambù che interroga la memoria climatica della Valle di Susa.

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea apre le porte all’universo poetico e politico di Cecilia Vicuña con la mostra El glaciar ido (The vanished glacier / Il ghiacciaio scomparso). Aperta fino al 20 settembre 2026, l’esposizione rappresenta la prima personale assoluta dell’artista cilena in un’istituzione museale del nostro Paese.

Nata a Santiago del Cile nel 1948, Vicuña è una figura di spicco nel panorama internazionale, capace di intrecciare arte, poesia e attivismo femminista ed ecologico in una pratica decoloniale a tutela delle popolazioni indigene.

L’installazione: un “quipu” per i ghiacciai della Valle di Susa

Il cuore della mostra è una nuova commissione site-specific concepita per gli spazi della Manica Lunga:

  • Struttura e materiali: L’opera si presenta come un gigantesco quipu acostado (orizzontale), composto da lane crude e grezze appese a una struttura di bambù e sospese a diverse altezze.
  • Significato antico: Il quipu (che in lingua Quechua significa “nodo”) era l’antico sistema andino di corde annodate usato dagli Inca per registrare dati storici, astronomici e amministrativi.
  • Dialogo con il territorio: Attraverso quest’architettura aerea, l’artista richiama la memoria dei ghiacciai ormai estinti che un tempo dominavano il paesaggio della Valle di Susa, trasformando l’opera in un “tessitore” simbolico tra persone, luoghi e risorse idriche.

Oltre l’installazione: video e ricerca scientifica

Il percorso espositivo non si esaurisce nella grande struttura tessile, ma abbraccia l’intera produzione dell’artista:

Editoria: La mostra è accompagnata dalla prima pubblicazione dedicata interamente alla ricerca pluriennale dell’artista sul tema del ritiro dei ghiacciai.

Multimedialità: Sono presenti opere video, sonorità e canti che documentano la pratica performativa di Vicuña sin dagli esordi.

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