La leggenda di Sandokan, il celebre pirata nato dalla penna dello scrittore Eugenio Salgari, torna protagonista con una grande mostra alla Reggia di Monza. Fino al 28 giugno l’Orangerie ospita l’esposizione “Sandokan. La tigre ruggisce ancora”, un tributo al personaggio letterario e al fascino delle culture del Sud-Est asiatico che hanno ispirato le sue avventure.

Nato nel 1883, Sandokan – la “tigre della Malesia” – è uno dei protagonisti più amati della narrativa d’avventura italiana. La sua storia continua ancora oggi a influenzare cinema, televisione e fumetti, tanto che il personaggio è tornato di recente al centro dell’attenzione anche grazie a una nuova serie televisiva Rai.

La mostra, curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni, raccoglie materiali provenienti da numerose istituzioni culturali e archivi, tra cui Rai, il Museo delle Civiltà di Roma, la Fondazione Tancredi di Barolo, il Museo Stibbert di Firenze, la Cineteca Nazionale, l’Istituto Luce e diversi archivi privati.

Tra i pezzi più curiosi figurano i costumi originali della celebre serie televisiva degli anni Settanta con Kabir Bedi, ritrovati in una storica sartoria teatrale, insieme a oggetti di scena, illustrazioni e materiali cinematografici. L’allestimento propone anche armi tradizionali del Sud-Est asiatico, come pugnali kriss e lance del popolo Dayak, oltre a carte geografiche e scenografie che ricreano l’atmosfera delle avventure raccontate nei romanzi di Salgari.

Oltre a raccontare i personaggi della saga – dal fedele Yanez de Gomera a Tremal-Naik, da Kammamuri alla celebre Marianna Guillonk, la “Perla di Labuan” – l’esposizione offre anche una riflessione storica sul colonialismo europeo, tema centrale nei romanzi di Salgari, in cui Sandokan combatte contro il dominio occidentale nelle terre della Malesia.

Tra le sezioni più significative della mostra ci sono anche reperti etnografici raramente esposti, provenienti dalla collezione originale del popolo Dayak. Alcuni di questi oggetti furono donati al re d’Italia Umberto I da Sir Charles Brooke, discendente del celebre James Brooke, il “Rajah Bianco” di Sarawak che nella narrativa salgariana diventa uno dei principali antagonisti del pirata malese.

L’esposizione dedica inoltre spazio alla figura di Eugenio Salgari, scrittore amatissimo ma segnato da grandi difficoltà economiche e personali. Le ultime sale raccontano proprio la sua vita e la sua carriera letteraria, ricordando anche il gesto simbolico della penna spezzata lasciata sul tavolo di lavoro prima della sua morte nel 1911.

Nonostante il tragico destino del suo autore, i personaggi creati da Salgari hanno continuato a vivere nel tempo, tra film, sceneggiati televisivi, fumetti e illustrazioni, come quelle realizzate da Hugo Pratt. Con questa mostra, la Reggia di Monza celebra quindi uno dei miti più duraturi della letteratura d’avventura italiana, capace ancora oggi di far “ruggire” l’immaginario di generazioni di lettori e spettatori.

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *