Sabato 28 marzo l’Auditorium di Taranto ospita il capolavoro di Annibale Ruccello. L’attrice premio Ubu, diretta da Claudio Tolcachir, porta in scena una discesa vertiginosa nei labirinti della solitudine e del desiderio di possesso.

Un epilogo di rara potenza emotiva per la rassegna “Periferie” del Crest. Sabato 28 marzo 2026 (ore 21:00), l’Auditorium TaTÀ di Taranto apre il sipario su “Anna Cappelli”, pièce del 1986 firmata dal visionario drammaturgo Annibale Ruccello. Protagonista assoluta è Valentina Picello, recentemente insignita del prestigioso Premio Ubu come migliore attrice proprio per questa interpretazione.

Lo spettacolo, coprodotto da Carnezzeria, Teatro Nazionale di Roma e Teatri di Bari, si avvale della regia dell’argentino Claudio Tolcachir, capace di orchestrare un equilibrio sottile tra umorismo nero e tragedia pura.

L’abisso dell’anima: tra emancipazione e follia

Ambientata negli anni Sessanta, l’opera scava nelle pieghe di un’identità fragile e determinata al tempo stesso. Anna è una donna che cerca nel lavoro e nell’indipendenza una via di fuga da una famiglia opprimente, ma finisce per scivolare in una spirale di solitudine e desiderio assoluto.

“Il testo indaga il ruolo della donna nel tempo: l’indipendenza, la solitudine, la mancanza di mezzi. È un gioiello teatrale sul corpo di un’attrice unica,” spiega il regista Tolcachir.

La messa in scena di Valentina Picello trasforma il personaggio in una presenza pulsante: non un “mostro” da giudicare, ma una creatura umana mossa da una fame insaziabile di amore e riconoscimento, fino a un epilogo surreale quanto inevitabile.

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