Giovedì 21 maggio la Compagnia Teatrale Petra presenta l’esito del laboratorio curato dal coreografo Pierandrea Rosato, tra danza silenziata, memoria corporea e percorsi di relazione dentro il carcere
La danza come spazio di ascolto, il corpo come archivio di memoria, il gesto come possibilità di trasformazione. Giovedì 21 maggio 2026, dalle 14 alle 15.30, nella Casa Circondariale di Potenza, si terrà la prova aperta di “CARUSƏ — Danza silenziata e resistenze corporee”, progetto artistico-pedagogico firmato dal coreografo Pierandrea Rosato.
L’appuntamento rientra nella IX edizione di Artisti in Transito, percorso promosso dalla Compagnia Teatrale Petra, che da anni porta linguaggi scenici, pratiche artistiche e processi formativi in luoghi attraversati da fragilità, trasformando l’arte in occasione di incontro e attraversamento.
La prova aperta restituirà al pubblico l’esito di un laboratorio in programma dal 18 al 21 maggio, durante il quale artisti e persone detenute lavoreranno fianco a fianco. Non un semplice momento dimostrativo, ma la condivisione di un processo costruito attraverso corpi, voci, oggetti scenici e memoria. Un dialogo reale tra il “dentro” e il “fuori”, capace di mettere in relazione esperienze, sensibilità e presenze diverse.
“CARUSƏ” nasce come deriva artistica della performance “Carusə | sine Sole sileo” e si sviluppa attorno al concetto di danza silenziata, con un riferimento al tarantismo inteso come pratica arcaica di resistenza corporea e trasformazione dell’esperienza traumatica. Il corpo diventa così luogo di emersione: uno spazio in cui le tracce del passato possono riaffiorare, intrecciarsi al presente e trovare nuove forme attraverso il movimento.
Il laboratorio utilizzerà pratiche somatiche, teatralità fisica e improvvisazioni guidate per accompagnare i partecipanti in un percorso di creazione individuale e collettiva. Al centro ci saranno temi complessi come il trauma, la sua elaborazione e la possibilità di trasformarne i segni in materia espressiva.
Lo spazio del lavoro si configura come un campo estetico e relazionale, nel quale movimento, voce e drammaturgia degli oggetti diventano strumenti per costruire una presenza autentica. La scena non viene intesa come rappresentazione chiusa, ma come luogo di possibilità, ascolto e riscrittura.
Alla prova aperta parteciperanno anche i protagonisti del percorso di formazione in podcasting curato dalla Compagnia Petra, a conferma della natura plurale del progetto, che intreccia teatro, danza, suono, racconto e linguaggi contemporanei.
Il laboratorio è affidato a Pierandrea Rosato, danzatore e coreografo italiano di formazione internazionale. Diplomato alla Folkwang University of the Arts e laureato con lode allo IUAV di Venezia, Rosato ha collaborato con importanti realtà della scena contemporanea europea, tra cui Pina Bausch Company, El Conde de Torrefiel, Gob Squad, FTS e Zerogrammi. I suoi lavori sono stati presentati in festival internazionali in Europa e in Cina. È artista associato di Sosta Palmizi e Koreoproject e ha ricevuto riconoscimenti come Komm Tanz, Anghiari Dance Hub e Nuovo Grand Tour.
La sua ricerca coreografica indaga i rapporti tra memoria, corpo e presenza, attraversando concetti come hauntology e strutture di potere. In “CARUSƏ”, questa indagine incontra il contesto penitenziario, trasformando il laboratorio in uno spazio di relazione dove il corpo può diventare voce, racconto e resistenza.
Il progetto si inserisce in “IN_OUT. Libertà Aumentata”, programma della Compagnia Teatrale Petra sostenuto dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, che porta teatro, danza e linguaggi del contemporaneo nelle Case Circondariali. Sviluppato nel triennio 2025-2027 tra Potenza, Matera e diversi istituti pugliesi, il percorso coinvolge persone detenute, studenti, artisti e operatori culturali attraverso laboratori, performance e attività formative.
Con Artisti in Transito, l’arte viene proposta come spazio di attraversamento e trasformazione. Il confine non è più soltanto separazione, ma soglia: un luogo da abitare, interrogare e superare attraverso la relazione. La prova aperta del 21 maggio a Potenza sarà dunque il momento conclusivo di un’esperienza condivisa, in cui danza e teatro diventano strumenti per dare forma a ciò che spesso resta senza voce.

