Scattano nei prossimi giorni due importanti novità per il settore automobilistico, che coinvolgono milioni di proprietari di veicoli. A ricordarlo è Federcarrozzieri, l’associazione delle carrozzerie italiane: da un lato parte la rottamazione delle auto sottoposte a fermo amministrativo, dall’altro entra in funzione una banca dati nazionale sulle auto che non hanno effettuato i richiami delle case costruttrici.


Rottamazione delle auto in fermo: stop alle “vetture fantasma”

Dal 20 febbraio gli enti locali potranno procedere alla radiazione e rottamazione delle vetture sottoposte a fermo amministrativo da tempo, che finora restavano “congelate”: inutilizzabili, ma impossibili da cancellare dai pubblici registri.

Secondo le stime di Federcarrozzieri, in Italia ci sono circa 4 milioni di veicoli in fermo, di cui 1 milione tra carcasse o auto fuori uso destinate alla demolizione. Molti di questi mezzi sono abbandonati in strada o su terreni pubblici, con conseguenze su degrado urbano e inquinamento.

Cosa cambia in concreto

La nuova norma consente:

  • ai proprietari di chiedere la radiazione dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico) e la rottamazione;
  • a Comuni ed enti locali di intervenire per rimuovere e demolire i veicoli abbandonati.

I proprietari potranno così evitare di continuare a pagare il bollo auto (e, fino al 2024, anche l’assicurazione) su veicoli inutilizzabili. Tuttavia:

  • non potranno accedere a incentivi pubblici per l’acquisto di un nuovo mezzo;
  • il debito con lo Stato che ha generato il fermo amministrativo non verrà cancellato.

Per le amministrazioni locali, la misura rappresenta uno strumento in più per liberare strade e aree pubbliche da auto abbandonate o pericolose.


Faro sui richiami: nasce il database delle auto non riparate

La seconda novità scatta il 17 febbraio e riguarda la sicurezza stradale. Diventa operativa una banca dati nazionale in cui le case automobilistiche dovranno inserire i veicoli che, entro 24 mesi dall’avvio di una campagna di richiamo, non siano stati portati in officina per gli interventi correttivi.

I richiami si sono moltiplicati negli ultimi anni, anche per via della crescente complessità tecnologica delle auto moderne. Tuttavia, spesso le comunicazioni ai proprietari non risultano efficaci o tempestive, con il rischio che migliaia di automobilisti circolino inconsapevolmente su veicoli potenzialmente pericolosi.

Sanzioni previste

Il nuovo sistema consentirà a cittadini e forze dell’ordine di verificare se un’auto risulta inserita nell’elenco delle vetture non regolarizzate.

Sono previste sanzioni:

  • fino a 60mila euro per i costruttori per ciascuna misura non adottata;
  • 173 euro per i proprietari che circolano con un’auto presente nel database perché non sottoposta al richiamo.

Sicurezza e decoro urbano al centro

Le due misure puntano a intervenire su fronti diversi ma complementari:

  • Decoro urbano e gestione del parco veicoli inutilizzato, con la rimozione delle auto in fermo e abbandonate;
  • Sicurezza stradale, attraverso un monitoraggio più stringente delle campagne di richiamo.

Per milioni di automobilisti si apre quindi una fase di maggiore responsabilizzazione: chi ha un’auto in fermo potrà finalmente chiudere la posizione amministrativa, mentre chi ha ricevuto un avviso di richiamo dovrà verificare di aver effettuato l’intervento, per evitare sanzioni e, soprattutto, rischi alla guida.

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