Il ciclone Harry ha lasciato una scia di danni ingenti nel Sud Italia, in particolare in Sicilia, Calabria e Sardegna, dove forti venti, piogge torrenziali e mareggiate hanno causato gravi conseguenze per infrastrutture, attività produttive e aree costiere. Nel frattempo la Protezione civile ha emesso un avviso di allerta gialla per la Sicilia per la giornata odierna, con una nuova perturbazione in arrivo dopo una breve tregua.
Secondo una prima ricognizione della Protezione civile regionale siciliana, i danni provocati dal ciclone in Sicilia ammontano a circa 740 milioni di euro. La giunta della Regione ha deliberato lo stato di calamità e stanziato 70 milioni di euro per interventi urgenti, con 50 milioni subito disponibili e altri 20 da reperire tramite fondi globali.
In conferenza stampa il presidente della Regione siciliana ha sottolineato la gravità dell’evento, definito “senza precedenti”, pur osservando che grazie ai sistemi di allerta non si registrano vittime. Le misure deliberate prevedono anche la richiesta al Governo nazionale per lo stato di emergenza di rilievo nazionale e, oltre alla crisi ufficiale, la valutazione di ulteriori forme di sostegno come il ricorso ai fondi di solidarietà europei.
Anche le altre regioni meridionali pagano un prezzo elevato: in Sardegna le mareggiate hanno causato danni infrastrutturali e ai beni culturali, mentre in Calabria si sono registrate precipitazioni estreme, con accumuli di acqua come in mesi interi, e onde fino a oltre 9 metri sulle coste ioniche.
L’impatto del ciclone ha avuto effetti diffusi: i sistemi di allerta meteo hanno funzionato, ma le condizioni atmosferiche sono state definite dalla Protezione civile nazionale “eccezionali” e paragonabili a eventi rari nella storia recente. Nel corso dell’emergenza sono stati mobilitati vigili del fuoco, volontari, forze dell’ordine e servizi di soccorso in tutte le zone interessate, con numerosi interventi per consolidare infrastrutture danneggiate, rimuovere detriti e garantire la sicurezza delle popolazioni.
Il ministro della Protezione civile e delle Politiche del mare, Nello Musumeci, ha invitato a “ricostruire pensando che un ciclone di questo tipo potrebbe tornare”, sottolineando l’importanza di un approccio strutturale alla prevenzione e alla mitigazione del rischio.
Con l’allerta gialla ancora in vigore, le autorità mantengono alta l’attenzione sulle condizioni meteorologiche e organizzano le fasi successive per il ripristino delle infrastrutture, la tutela delle comunità e l’attivazione di ulteriori misure di supporto alle aree più colpite.

