Aiutare le piccole e medie imprese del territorio a redigere correttamente un bilancio di sostenibilità, in linea con gli obiettivi europei e con le nuove direttive sulla rendicontazione ambientale e sociale. È questo lo scopo del corso promosso da Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, in partenza il 19 novembre, un’iniziativa formativa pensata per accompagnare le aziende nella transizione verso modelli di sviluppo più responsabili e competitivi.

Un percorso formativo per prepararsi alla direttiva europea

Il corso nasce in risposta alle linee guida della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la normativa dell’Unione Europea che introduce nuovi standard di rendicontazione non finanziaria e che, nei prossimi anni, coinvolgerà progressivamente anche le Pmi.
“Non si tratta ancora di un obbligo per le piccole e medie imprese – spiegano da Confindustria – ma di un passaggio cruciale per essere pronti a competere sui mercati e a dialogare con banche, investitori e istituzioni”.

Il percorso, articolato in tre moduli per un totale di otto mesi di formazione, è aperto a tutte le aziende, anche non associate al sistema confindustriale.


Sostenibilità come leva di competitività

La presentazione del programma si è tenuta nel pomeriggio nella sede di Confindustria Bari e Bat, alla presenza del presidente Mario Aprile, della vicepresidente con delega alla sostenibilità Teresa Caradonna, e, in collegamento da remoto, del direttore generale di Confindustria Maurizio Tarquini.

“Affronteremo temi centrali – ha spiegato Caradonna – dal controllo di gestione al calcolo delle emissioni di CO₂, fino alla mappatura dell’impronta idrica. L’obiettivo è fornire alle imprese strumenti concreti per integrare la sostenibilità nei processi produttivi e decisionali. Al termine del corso, le realtà partecipanti saranno anche premiate per l’impegno dimostrato”.


I numeri: Mezzogiorno in ritardo sulla sostenibilità

Secondo i dati Istat, il 64,5% delle imprese manifatturiere italiane e il 52,5% di quelle del comparto dei servizi prevede di adottare iniziative ambientali nel triennio 2023–2025.
Le aziende che hanno già avviato azioni complessive di sostenibilità – ambientale, sociale ed economica – rappresentano il 66,5% a livello nazionale, ma solo il 54,1% nel Mezzogiorno.
Un divario che il progetto di Confindustria mira a colmare, in un contesto dove l’81% delle Pmi italiane dichiara di avere difficoltà nell’applicare i criteri ESG (Environmental, Social e Governance).


Un progetto firmato Santa Chiara Next e UniCredit

Il percorso formativo è progettato da Santa Chiara Next, spin-off dell’Università di Siena specializzato in sostenibilità d’impresa, in collaborazione con UniCredit.
È rivolto a tutte le aziende che intendono avviare o potenziare una strategia di sostenibilità, integrando obiettivi ambientali, sociali e di governance nelle proprie attività.

“Le imprese del futuro – ha concluso Caradonna – saranno quelle capaci di misurare e comunicare il proprio impatto. La sostenibilità non è più solo una scelta etica, ma una leva di competitività e di attrattività sui mercati”.

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