Il dibattito sul ritorno del servizio militare entra ufficialmente nell’agenda politica. Da Parigi, dopo l’incontro con la ministra della Difesa francese Catherine Vautrin, Guido Crosetto annuncia di essere pronto a presentare una bozza di disegno di legge per rafforzare le forze armate italiane. Non una leva obbligatoria, chiarisce, ma un nuovo modello “su base volontaria”, che riporti il tema della riserva militare al centro della strategia difensiva del Paese.
L’uscita del ministro riaccende immediatamente lo scontro politico, con le opposizioni che accusano il governo di inseguire una deriva militarista, mentre in Europa Francia e Germania preparano riforme profonde per accrescere il proprio potenziale difensivo.
La proposta di Crosetto: “Serve una riflessione, il futuro sarà meno sicuro”
“Se il Parlamento lo riterrà opportuno, sì: si può reintrodurre un nuovo servizio militare in Italia”, afferma Crosetto, secondo cui la situazione internazionale imporrebbe una revisione del modello adottato negli ultimi anni, segnato da una costante riduzione degli organici.
“Le nazioni europee stanno ripensando i modelli costruiti dieci o quindici anni fa”, osserva il ministro. “Tutti stanno aumentando il numero dei militari. Anche noi dobbiamo chiederci come garantire la difesa del Paese nei prossimi anni”.
La bozza di legge che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri — per poi approdare alla discussione parlamentare — non si limiterà ai numeri: “Parlerà di organizzazione, regole e della capacità di mettere in campo una riserva in caso di crisi”.
“La decisione spetta al Parlamento”
Crosetto insiste sul carattere condiviso che, a suo avviso, la riforma dovrebbe avere: “Le scelte sulla difesa devono nascere in Parlamento, il luogo che rappresenta i cittadini”, spiega. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a “uno strumento di difesa adeguato al futuro”, senza ricorrere a decreti d’urgenza ma attraverso un percorso legislativo “integrato e arricchito” dagli stessi parlamentari.
Le opposizioni attaccano: Conte: “Ossessionati dal riarmo”
La replica del Movimento 5 Stelle è immediata e durissima. Giuseppe Conte accusa il governo di rincorrere una strategia fallimentare: “Continuate a parlare solo di piani di guerra, leva, riarmo e aumento delle spese militari”, scrive sui social. “Avete scommesso sulla vittoria militare dell’Ucraina anziché avviare negoziati. Ora pensate solo a preparare la guerra. Fermatevi”.
Bonelli: “Trasformate i giovani in soldati”. Fratoianni: “Sconvolgente”
Il fronte ecologista e la sinistra radicale rincarano la dose. Angelo Bonelli (Avs) denuncia il rischio di sottrarre energie ai settori civili: “State scegliendo la militarizzazione dell’economia. Volete trasformare i giovani in soldati invece che in medici, insegnanti o ingegneri”.
Sconcertato anche Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana: “Non capisco cosa significhi una leva volontaria. Che questo possa essere il futuro dei nostri giovani è sconvolgente”.
Dal Partito democratico, il deputato e membro della commissione Difesa Stefano Graziano mette in chiaro la linea dem: “Possiamo valutare solo una riserva dedicata alla logistica, agli uffici o alla Croce Rossa. Noi restiamo per un esercito di professionisti”.
Un dibattito destinato a infiammarsi
La proposta di Crosetto arriva in un momento in cui molti Paesi europei stanno valutando una revisione delle proprie politiche di difesa. La Francia ha già annunciato l’intenzione di ripristinare una leva di dieci mesi, mentre la Germania punta a costruire “l’esercito più forte d’Europa entro il 2029”.
In Italia, il confronto politico è appena iniziato, ma l’impressione è che il ritorno — anche solo parziale — alla leva militare riaprirà una frattura profonda tra governo e opposizioni, coinvolgendo il Paese in un dibattito che va ben oltre la sicurezza nazionale, toccando temi come la formazione dei giovani, il ruolo internazionale dell’Italia e il futuro della politica di difesa europea.

