Un viaggio sonoro che rompe i confini temporali, muovendosi con agilità tra il rigore della scuola napoletana e l’estetica sentimentale dell’Ottocento. Lunedì 23 marzo 2026, alle ore 20:00, la Chiesa Luterana di via Carlo Poerio di Napoli ospita il terzo concerto della IX edizione del Festival Barocco Napoletano. L’evento, inserito in una rassegna che punta alla riscoperta del patrimonio musicale cittadino e dei suoi legami europei, propone quest’anno un focus particolare sulla transizione stilistica sotto il titolo “Tra Barocco e Romanticismo”.

Il palcoscenico vedrà protagonista un ensemble di interpreti di consolidata esperienza nel repertorio vocale e strumentale. Le voci del soprano Paola Francesca Natale e del contralto Tiziana Pizzi dialogheranno con Alberto Vitolo, impegnato al violoncello da spalla, e Keith Goodman al pianoforte. La scelta del violoncello da spalla, strumento storicamente informato e molto diffuso in epoca barocca per la sua versatilità, sottolinea l’attenzione filologica che il Festival riserva alle proprie produzioni.

Il programma musicale è un mosaico di stili e suggestioni. La prima parte del concerto renderà omaggio ai grandi maestri del Settecento e del Barocco europeo, con le architetture sonore di Corelli e Porpora e le vette drammatiche di Hasse e Purcell. La seconda metà della serata segnerà invece lo scivolamento verso il secolo diciannovesimo: dalle arie di Rossini e le visioni di Schubert, fino alle celebri barcarole di Offenbach e alla produzione di Maria Malibran, figura iconica che incarna il passaggio tra il belcanto e la nuova sensibilità romantica. La chiusura sarà affidata alle celebri romanze da camera di Francesco Paolo Tosti, dove la melodia italiana tocca vertici di assoluta immediatezza emotiva.

Situata nel cuore di Chiaia, la Chiesa Luterana si conferma una sede d’elezione per la musica da camera a Napoli, offrendo un’acustica raccolta ideale per valorizzare l’intreccio tra le voci e gli strumenti ad arco. Il Festival Barocco Napoletano, diretto artisticamente da Giovanni Borrelli, prosegue così la sua missione di divulgazione culturale, portando all’attenzione del pubblico non solo i nomi celebri, ma anche rarità e percorsi evolutivi meno battuti della storia della musica.

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