Aperta al pubblico la mostra “Corpo e Ancestralità” presso la galleria d’arte contemporanea del centro storico. L’artista brasiliano porta nella Capitale il calore e la resistenza delle periferie carioca attraverso una pittura densa di memoria e identità.
Le sfumature ocra, terra e oro di Rio de Janeiro incontrano in questi giorni la luce di Roma.
È in pieno svolgimento nella Capitale la prima mostra personale in Italia di Miguel Afa, uno dei talenti più cristallini e profondi della scena artistica brasiliana contemporanea. L’esposizione, intitolata “Corpo e Ancestralità”, segna il debutto ufficiale nel nostro Paese di un autore che ha saputo trasformare l’estetica delle favelas in un linguaggio universale e colto.
Cresciuto nel Complexo do Alemão, una delle zone più iconiche e difficili di Rio, Miguel Afa non si limita a documentare la realtà che lo circonda ma la nobilita attraverso una tecnica pittorica raffinata, che guarda ai grandi maestri del passato per raccontare i corpi neri e la vita quotidiana delle periferie. In corso per tutta la settimana, la mostra offre ai visitatori un viaggio cromatico dove la pelle dei soggetti ritratti sembra vibrare di una luce interiore, rivendicando uno spazio di dignità e bellezza spesso negato dalle cronache.
Al centro della ricerca di Afa, che il pubblico romano può ammirare in questi giorni, c’è il concetto di “ancestralità”: un legame indissolubile con le proprie radici che si manifesta nei gesti minimi, negli sguardi e nella postura delle figure che popolano le sue tele. Le opere esposte raccontano di una resistenza che non è solo politica, ma spirituale ed estetica, capace di trasformare il vissuto marginale in un’esperienza artistica di altissimo profilo.
L’evento sta attirando l’attenzione di collezionisti e appassionati, curiosi di scoprire come l’artista riesca a fondere la densità materica del colore con una delicatezza quasi lirica nel trattare i volti e le espressioni. La presenza di Miguel Afa a Roma rappresenta un ponte culturale significativo tra l’Italia e il Brasile, confermando la vocazione della Capitale come luogo di accoglienza per le voci più originali del panorama internazionale.
La mostra resterà aperta con ingresso libero, permettendo a residenti e turisti di immergersi in questo “flusso” creativo che parla di identità, riscatto e orgoglio. Un’occasione rara per osservare da vicino il lavoro di un artista che sta riscrivendo l’iconografia della pittura contemporanea sudamericana.

