In corso nella capitale austriaca la grande mostra dedicata a Bernardo Bellotto. Un viaggio tra le spettacolari vedute imperiali del Settecento che hanno immortalato il volto monumentale di Vienna

La precisione quasi fotografica di Bernardo Bellotto, noto come Canaletto il giovane, torna a incantare l’Europa.

È in corso al Kunsthistorisches Museum (KHM) di Vienna la prestigiosa esposizione dedicata al maestro veneziano, che nel Settecento fu chiamato alla corte di Maria Teresa d’Austria per celebrare la grandezza dell’Impero attraverso il pennello.

La mostra, che sta attirando visitatori da tutto il mondo, offre un’occasione unica per ammirare il celebre ciclo di tredici vedute di Vienna, commissionate all’artista tra il 1759 e il 1761.

Questi capolavori, conservati nelle collezioni permanenti del museo e ora riuniti in un percorso critico d’eccezione, restituiscono un’immagine della città di una nitidezza straordinaria: dalle ampie prospettive su Piazza Freyung e il Neuer Markt fino alle spettacolari vedute dei palazzi imperiali di Schönbrunn e del Belvedere.

Il talento di Bellotto, nipote e allievo del celebre Canaletto, si manifesta in tutta la sua potenza scenografica e tecnica. I visitatori in questi giorni possono osservare da vicino come l’artista sia riuscito a catturare non solo l’architettura barocca della città, ma anche l’atmosfera sociale del tempo, popolando le piazze di carrozze, nobili e popolani, resi con una cura del dettaglio che anticipa la moderna sensibilità documentaria.

Il percorso espositivo non si limita alla produzione viennese, ma indaga anche i legami stilistici tra Bellotto e lo zio veneziano, evidenziando l’evoluzione di uno stile che ha saputo fondere la luce italiana con le atmosfere cristalline delle capitali mitteleuropee come Dresda, Varsavia e, appunto, Vienna. Grazie all’uso della camera ottica, Bellotto ha lasciato ai posteri una “mappa” emotiva e architettonica senza precedenti, fondamentale ancora oggi per la conservazione del patrimonio storico delle città europee.

La mostra rappresenta uno degli eventi di punta della stagione culturale viennese del 2026, confermando il Kunsthistorisches Museum come uno dei poli museali più dinamici al mondo nella valorizzazione dell’arte classica e moderna.

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