Alla Borsa Internazionale del Turismo (Bit 2026) di Milano, il presidente di Aidit (Associazione Italiana Distribuzione Turistica) Federturismo Confindustria, Domenico Pellegrino, ha lanciato una proposta destinata a far discutere: introdurre la detraibilità fiscale delle vacanze-benessere.

L’idea è quella di considerare il soggiorno dedicato al relax e alla cura psicofisica non come un lusso, ma come uno strumento di prevenzione sociale ed economica, utile a tutelare l’equilibrio mentale, migliorare la qualità della vita e generare ricadute positive sull’economia.


Vacanze detraibili? Come funzionerebbe la misura

La proposta prevede una detrazione Irpef con:

  • tetto massimo di spesa;
  • tracciabilità totale dei pagamenti;
  • fatturazione elettronica;
  • accesso esclusivo tramite operatori certificati;
  • fase sperimentale di 18 mesi con monitoraggio dei risultati.

Secondo Pellegrino, non si tratterebbe di un incentivo ai consumi fine a sé stesso, ma di un intervento di welfare moderno, orientato alla prevenzione del malessere e allo sviluppo della produttività.


Dopo il Covid la vacanza-benessere è diventata un privilegio?

Secondo Aidit, soprattutto dopo la pandemia e con l’aumento dell’inflazione, le vacanze dedicate al benessere sono diventate sempre più appannaggio delle fasce di reddito medio-alte, a causa dell’erosione del potere d’acquisto.

L’obiettivo della detrazione sarebbe quindi anche quello di rendere più accessibile questo tipo di esperienza.

Il valore “giuridico” della vacanza-benessere

L’associazione sottolinea come la giurisprudenza riconosca già, in alcuni casi, la rilevanza del danno psicofisico legato a una vacanza compromessa per responsabilità dell’operatore. Questo elemento viene richiamato per sostenere che il benessere derivante dal soggiorno non è solo un fattore soggettivo, ma può avere una dimensione giuridicamente rilevante.


I prossimi passi: la proposta ai ministeri

La proposta dovrebbe essere presentata ai tavoli istituzionali competenti:

  • Ministero del Turismo
  • Ministero dell’Economia e delle Finanze
  • Ministero della Salute

L’idea si ispira anche a quanto avvenuto nel settore culturale, dove sono stati riconosciuti i benefici terapeutici delle attività museali tramite accordi istituzionali.


Quanto costerebbe allo Stato?

Secondo le stime di Aidit:

  • Costo della detrazione: circa 456 milioni di euro (ipotizzando 3 milioni di contribuenti interessati).
  • Recupero fiscale stimato:
    • 100 milioni di euro di maggiore gettito IVA
    • 100 milioni da Irap e Ires
  • Risparmio in costi sociali (minore stress, minori spese sanitarie e farmaceutiche): circa 99 euro a persona, per un totale di circa 241 milioni di euro.

I numeri del settore

Il termalismo in Italia

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Turismo e di Federterme, nel 2025 il settore termale italiano ha generato:

  • oltre 5 miliardi di euro di fatturato
  • circa 24 milioni di presenze

Il turismo del benessere nel mondo

A livello globale, il turismo del benessere vale oltre 1.000 miliardi di dollari, con una proiezione di crescita fino a circa 2.300 miliardi entro il 2033 (dati Precedence Research).

Il Global Wellness Economy Monitor stima che l’intera economia del benessere abbia raggiunto 6.800 miliardi di dollari.

L’Europa prima destinazione

Secondo la Wellness Tourism Association, l’Europa è la principale destinazione mondiale per il turismo del benessere, attirando oltre il 30% della spesa globale in servizi spa e termali, con Germania, Francia e Italia tra i Paesi leader.

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