Cresce l’attesa per l’uscita del documentario “Melania”, prodotto da Amazon e dedicato alla First Lady, che approderà nelle sale dopodomani. La prima al Trump Kennedy Center e la serata di gala alla Casa Bianca hanno scatenato polemiche, ma a far discutere sono soprattutto le testimonianze della troupe raccolte da Rolling Stone.

Secondo quanto emerso, almeno due terzi dello staff che ha lavorato tra Washington, New York e Mar-a-Lago ha chiesto di non comparire nei titoli di coda, lamentando caos logistico e stress estremo.

Critiche pesanti sono rivolte alla regia di Brett Ratner, accusato di una gestione disordinata e di voler utilizzare il progetto per una sorta di “riabilitazione” dopo le accuse di molestie sessuali emerse nel 2017.

Il budget di 40 milioni di dollari, definito eccessivo per un documentario, ha alimentato sospetti su possibili scopi politici più che artistici. Nonostante le difficoltà, i tecnici hanno elogiato Melania Trump, definendola gentile e disponibile sul set.

Parallelamente, la First Lady ha promosso la pellicola suonando la campanella alla Borsa di New York e rilasciando un’intervista in cui ha lanciato un appello all’unità nazionale. L’uscita del film, tuttavia, arriva in un clima politico e mediatico teso, con critiche ironiche da parte dei comici della notte e interrogativi su questioni sociali recenti, come l’uccisione di Alex Pretti a Minneapolis da parte dell’ICE.

Il debutto cinematografico del documentario nasce così sotto il segno della divisione e della controversia, tra grandi aspettative e numerose polemiche.

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