Quella che sembrava una criticità locale si sta trasformando in un’emergenza nazionale senza precedenti per il trasporto aereo italiano. L’Aeroporto del Salento di Brindisi è attualmente il cuore del blocco: i nuovi bollettini Notam confermano la totale indisponibilità di cherosene per i voli commerciali almeno fino alle ore 12:00 di domani, 7 aprile.
La comunicazione inviata alle compagnie aeree non lascia spazio a interpretazioni. A Brindisi, le pochissime riserve rimaste sono blindate e destinate esclusivamente a:
- Voli di Stato
- Emergenze sanitarie
- Operazioni di soccorso (SAR)
I vettori civili sono costretti al cosiddetto tankering: devono cioè caricare negli scali di provenienza il carburante necessario non solo per la tratta di andata, ma anche per quella di ritorno o per la successiva, appesantendo i velivoli e complicando i piani di carico.
La paralisi brindisina è solo la punta dell’iceberg di una crisi logistica che sta colpendo i depositi strategici di tutta Italia:
- Sud e Isole: Oltre a Brindisi, soffre Reggio Calabria, dove sono già scattati tetti massimi ai rifornimenti. Situazione limite a Pescara, che opera con un’unica autocisterna da 20mila litri.
- Nord e Hub principali: La carenza non risparmia i grandi scali. Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna lavorano con quantità limitatissime, costringendo le società di gestione a una rimodulazione continua dei voli per evitare la cancellazione di massa dei collegamenti.
La causa di questa sofferenza logistica nazionale, che sta portando all’esaurimento delle scorte strategiche, mette a dura prova la resilienza del sistema. Se il blocco dovesse protrarsi oltre le prossime 24 ore, il rischio di una pioggia di cancellazioni diventerebbe concreto, con migliaia di passeggeri pronti a restare a terra in tutta la penisola.
Le autorità competenti e le società di gestione aeroportuale sono al lavoro per ripristinare i flussi di approvvigionamento, ma per ora la parola d’ordine resta “razionamento”.

