Il Natale del Ghironda Winter Festival si arricchisce di uno degli appuntamenti più attesi della rassegna. Domenica 28 dicembre, alle ore 21, Enzo Gragnaniello sarà in concerto al Teatro Nuovo di Martina Franca con lo spettacolo Veleno, mare e ammore, titolo che richiama uno dei suoi album più amati e che oggi dà nome a un nuovo capitolo del suo percorso artistico.

Il concerto si inserisce nel tour che segue la pubblicazione di L’ammore è na rivoluzione, ultimo disco di inediti uscito un anno fa, e rappresenta una sintesi matura della poetica di uno dei cantautori più autorevoli della scena musicale napoletana. Gragnaniello, quattro volte vincitore della Targa Tenco, propone un live intimo e al tempo stesso intenso, in cui musica e parola si intrecciano in una narrazione profonda e coerente.

Nel repertorio convivono temi centrali della sua produzione: la denuncia del razzismo e dell’emarginazione, il dolore dell’abbandono, la nostalgia di chi è costretto a lasciare la propria terra, la necessità di un percorso di introspezione personale e collettiva. Al centro resta sempre Napoli, non come semplice riferimento geografico, ma come luogo simbolico, emotivo e culturale, faro di una musica che affonda nelle radici mediterranee.

Ad accompagnare Gragnaniello sul palco saranno Piero Gallo alla mandolina, Erasmo Petringa al violoncello e al basso e Marco Caligiuri alle percussioni. Un ensemble essenziale che valorizza il suono acustico e restituisce pienamente la forza evocativa delle composizioni, tra tradizione e contemporaneità.

Cantautore, musicista e compositore, Enzo Gragnaniello cura personalmente testi e arrangiamenti, spesso concepiti nell’intimità della sua casa nei Quartieri Spagnoli di Napoli, città a cui è visceralmente legato sin dalla nascita in Vico Cerriglio. La sua carriera inizia negli anni Settanta con il gruppo Banchi Nuovi, esperienza fondamentale per la riscoperta delle radici popolari della canzone napoletana.

Dal debutto solista agli anni Novanta, fino alle collaborazioni con artisti come Mia Martini, Roberto Murolo, Ornella Vanoni e James Senese, Gragnaniello ha costruito un percorso originale e coerente, attraversando il dialetto e la lingua italiana senza mai perdere autenticità. Album come Fujente, Oltre gli alberi, Lo chiamavano Vient’ ’e terra e L’ammore è na rivoluzione ne confermano la centralità nel panorama cantautorale italiano.

Il concerto di Martina Franca si propone dunque come un momento di ascolto e riflessione, in cui la musica diventa racconto di identità, memoria e speranza, nel solco di una tradizione che continua a rinnovarsi.

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