Non è stata una partita, è stata un’epopea. Davanti a oltre 62 mila spettatori che hanno trasformato l’Olimpico in una polveriera di emozioni, il Bologna conquista i quarti di finale di Europa League, eliminando la Roma al termine di 120 minuti folli, terminati 3-4.

Per i giallorossi di Gasperini è un verdetto amarissimo: l’Europa sfuma a marzo per il secondo anno consecutivo, proprio nel momento in cui l’impresa sembrava possibile.

La cronaca: rimonte e batticuore

La sfida vive di strappi violenti. Nel secondo tempo, il Bologna sembra aver chiuso i conti portandosi sul 3-1 grazie a un contropiede letale: Rowe scippa Ndicka e serve a Castro il pallone del tris. Ma la Roma ha sette vite:

  1. Il rigore della speranza: Malen accorcia dagli undici metri dopo un fallo di Freuler su Vaz.
  2. L’urlo di Pellegrini: A pochi minuti dal 90′, il capitano giallorosso pesca il jolly dal limite dell’area con un sinistro chirurgico che vale il 3-3 e manda le squadre ai supplementari.

Il guizzo di Cambiaghi decide il “derby”

Dopo un primo tempo supplementare di studio e stanchezza, la fiammata decisiva arriva al minuto 112. Vincenzo Italiano indovina i cambi: Dallinga lavora un pallone prezioso e serve Cambiaghi. L’attaccante rossoblù non trema e con un “colpo da biliardo” batte il portiere giallorosso, firmando il definitivo 4-3 che ricorda, per intensità e punteggio, lo storico Italia-Germania del ’70.

Il finale è incandescente: la Roma si riversa in avanti e reclama un calcio di rigore per un contatto sospetto tra Lucumi e Vaz, ma l’arbitro lascia correre. Al triplice fischio, la festa è tutta dei seimila bolognesi giunti nella Capitale.

L’analisi: Italiano avanti, Gasp mastica amaro

Il Bologna dimostra una maturità europea sorprendente, gestendo i momenti di crisi e colpendo con cinismo chirurgico. Per la Roma resta il rimpianto di una difesa a tratti distratta, che ha vanificato la grande spinta offensiva prodotta dal duo Malen-Vaz.

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