L’Assemblea Nazionale francese ha compiuto un passo decisivo verso una riforma radicale del mondo digitale: l’approvazione di un disegno di legge che vieterebbe l’accesso ai social media ai minori di 15 anni. Il provvedimento ha ottenuto 130 voti favorevoli contro 21 contrari, segnando una vittoria politica per il presidente Emmanuel Macron, che ha definito il voto un “passo importante” per la salute dei giovani cittadini.

Secondo l’ex premier e promotore del testo, Gabriel Attal, la legge passerà ora al Senato a metà febbraio, con una possibile entrata in vigore prevista per il primo settembre 2026. Se approvata, la Francia diventerebbe il primo Paese europeo e il secondo al mondo a imporre limiti di questo tipo sui social, dopo l’Australia, che dal dicembre 2025 ha vietato l’uso delle piattaforme agli under 16.

Il nodo della fattibilità

Il passaggio al Senato rappresenta il prossimo scoglio, non tanto sul piano morale — dove il consenso è ampio — quanto su quello tecnico. Come potranno le piattaforme social verificare l’età degli utenti senza violare la privacy o creare archivi vulnerabili di documenti? È probabile che i senatori propongano emendamenti per chiarire le modalità di controllo e le eventuali sanzioni alle aziende tecnologiche.

Nonostante queste difficoltà, il governo francese intende esercitare forte pressione politica, considerata la priorità di Macron di tutelare i minori e combattere fenomeni come il cyberbullismo. Il consenso pubblico su questo tema è infatti molto elevato, e lo stesso Senato tende a non bloccare riforme di tale portata simbolica quando supportate dall’opinione dei cittadini.

L’esperienza australiana

L’Australia ha già sperimentato un divieto simile: piattaforme come TikTok e Instagram devono rimuovere i profili degli under 16, ma i test sui sistemi di verifica dell’età hanno mostrato falle significative, tra riconoscimento facciale impreciso e possibilità di aggiramento tramite VPN o identità false. Gli esperti mettono in guardia sul rischio che una soglia rigida spinga i ragazzi verso spazi digitali meno regolamentati e più pericolosi.

La sfida per la Francia sarà quindi trovare un equilibrio tra protezione dei minori, fattibilità tecnica e educazione digitale, mentre il voto definitivo del Senato determinerà se Parigi diventerà un modello di riferimento europeo per la regolamentazione dei social media.

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