Nel giorno della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, la politica internazionale ha trovato spazio accanto allo sport. La premier Giorgia Meloni ha accolto ieri a Milano il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, in un incontro bilaterale che ha ribadito l’importanza della cooperazione tra Europa e Stati Uniti. All’incontro hanno partecipato anche il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.

“Ci incontriamo oggi per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi – ha dichiarato Meloni – due eventi che raccontano un sistema di valori condivisi tra Europa e Stati Uniti, alla base della nostra amicizia e della cooperazione internazionale, e del futuro che vogliamo costruire insieme”.

Il vicepresidente americano ha espresso grande apprezzamento per il lavoro italiano nell’organizzazione dei Giochi. “Avete fatto un lavoro eccezionale con le Olimpiadi, la città è bellissima – ha detto Vance – Nello spirito dell’amicizia olimpica, la competizione si fonda su regole e valori condivisi. È un’opportunità per dialogare su numerosi temi e rafforzare le nostre partnership economiche e diplomatiche”.

Vance, arrivato in Italia il 5 febbraio con Air Force Two insieme a moglie e figli, è stato scortato da un contingente di sicurezza di oltre 300 persone e 45 mezzi. Dopo aver seguito la partita di hockey femminile tra Stati Uniti e Repubblica Ceca alla Milano Rho Ice Hockey Arena, ha partecipato alla cena di gala organizzata dal CIO presso la Fabbrica del Vapore, dove ha incontrato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Oltre a Vance, Meloni ha incontrato anche il presidente della Polonia, Karol Nawrocki, sottolineando come le Olimpiadi rappresentino non solo un evento sportivo ma anche un’occasione diplomatica di rilevanza globale. Mattarella, intervenendo alla Fabbrica del Vapore, ha ricordato come il motto olimpico “Citius, Altius, Fortius, Communiter” non sia solo uno slogan sportivo, ma un programma a cui dovrebbero ispirarsi i governi nelle relazioni internazionali.

La città di Milano è stata blindata per l’occasione: zone rosse, fermate della metro chiuse, droni, tiratori scelti e aree transennate hanno garantito la sicurezza delle delegazioni internazionali, tra cui figurano anche il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier e quello francese Emmanuel Macron.

Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 confermano così il loro duplice ruolo: non solo celebrazione dello sport, ma anche momento di diplomazia globale e riaffermazione dei valori condivisi dell’Occidente.

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