Il 12 maggio Federico Zampaglione trasforma lo storico palco milanese in un salotto intimo tra grandi classici, nuovi brani e un raffinato quartetto d’archi.
Dopo il successo dei singoli “Gennaio 2016” e “Sto da Dio”, i Tiromancino approdano a Milano per una delle tappe più attese della loro nuova avventura live. Martedì 12 maggio 2026, il sipario del Teatro Lirico si alzerà su uno spettacolo che promette di essere molto più di un semplice concerto: un viaggio sonoro dove la pulizia acustica e l’emozione pura saranno le vere protagoniste.
Il tour prende il nome dall’ultimo lavoro discografico di Federico Zampaglione, uscito lo scorso febbraio, un album nato quasi per “dispetto” del destino, quando l’artista aveva ormai deciso di chiudere con i lunghi formati.
Un’atmosfera da camera tra archi e chitarre
La cifra stilistica di questo tour è l’intimità. Per l’occasione, la band storica sarà impreziosita dalla presenza di un quartetto d’archi, capace di dare nuova veste sia alle ultime composizioni che ai pilastri della musica italiana firmati da Zampaglione.
- La Scaletta: Un equilibrio perfetto tra il nuovo album e i “sempreverdi” come “La descrizione di un attimo”, “Due destini”, “Per me è importante” e “Immagini che lasciano il segno”.
- Il Suono: Molto spazio sarà riservato alla chitarra, lo strumento elettivo di Federico, per un repertorio che alterna momenti blues a ballate d’autore intense.
«Avevo giurato che non avrei più fatto album. Poi la vita ha deciso al posto mio portandomi nuove canzoni. Ho messo da parte la coerenza e sono tornato nei teatri, dove il contatto con il pubblico è vero e il suono è limpido». — Federico Zampaglione
Zampaglione: tra musica e cinema horror
Il concerto milanese è anche l’occasione per celebrare il momento d’oro di Federico Zampaglione, artista poliedrico reduce dal successo internazionale del suo cinema. Mentre il suo ultimo film “The Nameless Ballad” segue la scia dell’acclamato horror “The Well” (venduto in 104 Paesi), la sua anima di cantautore torna a reclamare il centro della scena, confermando una carriera lunga 35 anni e 14 album di inediti.
Sul palco con lui:
Fabio Verdini (tastiere)
Francesco Stoia (basso)
Marco Pisanelli (batteria)
Antonio Marcucci (chitarra)
