Il Milan flirta con il pareggio, scherza col fuoco e alla fine la spunta quando la partita sembra già scivolata via. A decidere è un episodio al 90’: cross telecomandato di Modric, deviazione fortuita e tocco decisivo di Pavlovic sotto la traversa. In pieno recupero Leao, lanciato in campo aperto da Nkunku, firma il 2-0 che mette il sigillo su una gara molto più complicata di quanto dica il risultato. L’Inter resta a +10 in vetta, ma per i rossoneri sono tre punti fondamentali per restare agganciati alla zona Champions.

La partita è stata un continuo saliscendi, quasi un flipper emotivo. Nella prima mezz’ora meglio la Cremonese, che ha giocato con personalità e senza timori reverenziali. Vardy ha avuto due occasioni nitide, Bonazzoli ha sfiorato il palo anticipando la difesa, mentre il Milan ha impiegato tempo per trovare ritmo e linee di passaggio. Poi, negli ultimi quindici minuti del primo tempo, la squadra di Allegri ha cambiato marcia.

Le occasioni più grandi, però, sono finite tutte nel cestino. Leao si è presentato a tu per tu con il portiere ma ha calciato fuori. Pulisic, lanciato in profondità, si è fatto ipnotizzare. Füllkrug ha avuto la palla buona nel finale, senza inquadrare lo specchio. In totale almeno quattro opportunità enormi, tutte sprecate senza nemmeno centrare la porta. È questo il vero paradosso del Milan: crea, ma non punisce.

Nella ripresa la gara è rimasta in equilibrio. La Cremonese ha continuato a pungere in contropiede e ha sfiorato il vantaggio in più di un’occasione, mentre Allegri ha provato a scuotere i suoi inserendo più peso offensivo e passando al tridente puro. Il forcing finale è stato più nervoso che lucido, con Maignan decisivo su un colpo di testa ravvicinato e la difesa costretta agli straordinari.

Quando il pareggio sembrava scritto, è arrivata la giocata che ha spezzato l’equilibrio: l’ennesimo cross preciso di Modric, una traiettoria sporca in area e la deviazione vincente di Pavlovic. Nel recupero, con la Cremonese sbilanciata, il Milan ha colpito ancora: ripartenza fulminea e Leao, a campo aperto, ha chiuso i conti.

Restano le ombre, soprattutto sotto porta. Pulisic non trova il gol da settimane, Leao alterna lampi a lunghe pause e l’efficacia offensiva continua a essere altalenante. Ma c’è anche una certezza che si consolida: il Milan non smette di crederci fino all’ultimo secondo. In una corsa europea che si annuncia serrata, questo può fare la differenza.

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *