Prosegue al Teatro Gobetti di Torino il successo de La Buona Novella, lo spettacolo che ha debuttato in prima nazionale e che torna in scena dal 4 al 9 novembre 2025 per la stagione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.

Coprodotto da Teatro Stabile di Torino e Tangram Teatro Torino, lo spettacolo porta in scena uno dei capolavori più intensi di Fabrizio De André, intrecciando musica e parola in un dialogo poetico con i Vangeli Apocrifi, le fonti che ispirarono il celebre album pubblicato dal cantautore nel 1970.

Un racconto tra umano e divino

La Buona Novella è costruita su due blocchi narrativi che si incontrano in un delicato equilibrio tra teatro di narrazione e teatro-canzone.
Il primo filone si ispira ai testi dei Vangeli Apocrifi, da cui emerge un tessuto narrativo che indaga il punto d’incontro tra umano e divino, esplorando le vicende dell’infanzia di Maria e del giovane Gesù.
A differenza dei racconti più noti – spesso rievocati attraverso il linguaggio satirico di Dario Fo nel Mistero Buffo – lo spettacolo porta in luce una figura di Maria meno conosciuta ma profondamente attuale: una donna che vive la propria maternità come destino imposto, simbolo di una condizione umana ancora oggi riconoscibile.

De André e la poesia della diversità

Tra il 1969 e il 1970, Fabrizio De André, allora poco più che trentenne, scelse di affrontare con coraggio un tema complesso, reinterpretando le storie evangeliche con una sensibilità laica e poetica.
Nel suo album La Buona Novella, De André ribaltò la prospettiva tradizionale, raccontando non tanto la divinità, quanto l’umanità dei protagonisti del Vangelo.
Lo spettacolo in scena al Gobetti raccoglie questa eredità, facendo rivivere le canzoni del cantautore genovese dentro il loro contesto originario, restituendo al pubblico l’intensità lirica e spirituale di un’opera che continua a parlare al presente.

Un dialogo tra fede, arte e contemporaneità

In un tempo in cui le narrazioni religiose e laiche spesso si contrappongono, La Buona Novella si propone come uno spazio di riflessione e di ascolto, dove la musica di De André e la parola teatrale si fondono per raccontare il mistero dell’essere umano.
La scelta di riportare in scena questo lavoro al Teatro Gobetti non è soltanto un omaggio a un grande artista, ma anche un invito a riscoprire la forza delle storie che hanno attraversato i secoli, rivestendosi di nuove sfumature e significati.

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