Il collettivo Superflex presenta ‘There are other fish in the sea’: un’installazione interspecie che sfida la centralità dell’uomo tra le colonne del Rinascimento.
Nel cuore della Firenze rinascimentale sorge un’opera che guarda al futuro e agli abissi. Il collettivo danese Superflex ha inaugurato nel cortile di Palazzo Strozzi l’installazione ‘There are other fish in the sea’ (“Ci sono altri pesci nel mare”), un progetto che invita a ripensare radicalmente il nostro rapporto con l’ecosistema.
L’opera, parte del programma Palazzo Strozzi Future Art, trasforma lo spazio architettonico in una visione distopica e rigenerativa, dove l’innalzamento dei mari non è solo una minaccia, ma l’inizio di una nuova modalità di coesistenza tra specie.
L’opera: Colonne di travertino per la biodiversità
L’installazione si compone di elementi materici che dialogano con la pietra serena del palazzo, introducendo però una funzione biologica inedita:
- La struttura: Otto grandi colonne in travertino rosa composte da blocchi modulari.
- L’elemento acquatico: Le colonne sono immerse in una grande vasca d’acqua che riflette l’architettura circostante, il cielo e il passaggio dei visitatori.
- Architettura interspecie: Le superfici sfaccettate delle colonne non hanno solo un valore estetico; sono concepite come potenziali habitat per la vita marina, pronte a ospitare la biodiversità qualora le acque dovessero reclamare lo spazio urbano.
Un anniversario simbolico
L’inaugurazione cade nel 60° anniversario dell’alluvione di Firenze del 1966. In questo contesto, il cortile di Palazzo Strozzi smette di essere un monumento all’antropocentrismo per diventare un monito e una proposta: la necessità di un cambiamento di prospettiva che metta in discussione la centralità dell’essere umano a favore dell’ambiente.
Dettagli della mostra
- Artisti: Collettivo Superflex (Danimarca).
- Luogo: Cortile di Palazzo Strozzi, Firenze.
- Periodo: Visibile fino al 2 agosto 2026.
- Promotori: Fondazione Palazzo Strozzi e Fondazione Hillary Merkus Recordati.
All’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, il direttore Arturo Galansino, il presidente della Fondazione Recordati Andy Bianchedi e i membri del collettivo Bjørnstjerne Christiansen e Jakob Fenger.
