Il comparto vale il 13% dell’occupazione nazionale e 237 miliardi di Pil. L’Italia conquista il primato per durata dei soggiorni, superando Francia e Spagna.

In un panorama globale complesso, segnato da incertezze geopolitiche e rincari energetici, il turismo italiano si conferma una corazzata economica. Durante la 76ª assemblea di Federalberghi, alla presenza della premier Giorgia Meloni, è emerso un dato inequivocabile: nel 2025 il settore ha generato un valore di 237 miliardi di euro, incidendo profondamente sulla tenuta occupazionale del Paese.

L’Italia non solo attrae, ma convince gli ospiti a restare: con una media di 3,6 notti, il nostro Paese detiene il primato europeo per durata dei soggiorni, battendo giganti come la Germania e la Spagna.

Roma traina il settore, il Sud punta sulle dimensioni

La Capitale si conferma il vero motore della crescita nazionale. Nel 2024, Roma ha generato un indotto superiore ai 13 miliardi di euro, staccando città d’arte come Venezia e Firenze. Il dinamismo romano è visibile anche nell’offerta ricettiva, con un aumento esponenziale di hotel di fascia alta che la posizionano ai vertici dell’attrattività europea.

A livello geografico, la distribuzione delle strutture rivela due volti dell’Italia:

  • Nord: Concentra oltre la metà degli hotel e dei posti letto, con Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Veneto in prima linea.
  • Sud e Isole: Pur avendo un numero inferiore di strutture, vanta hotel di dimensioni medie più elevate, con punte d’eccellenza in Puglia, Sardegna, Calabria e Sicilia.

L’identikit dell’offerta: vince il segmento medio-alto

Il sistema ricettivo italiano è profondamente mutato rispetto all’inizio del millennio. Se un tempo dominavano le strutture di fascia bassa, oggi si assiste a una decisa riqualificazione verso il medio-alto:

  • Gli alberghi a 3 stelle rimangono l’ossatura del sistema (oltre il 50%).
  • Le strutture a 4 e 5 stelle coprono ormai più di un quinto dell’offerta totale.
  • La dimensione media degli hotel è quasi raddoppiata dagli anni ’80 a oggi, segno di una gestione sempre più professionale e strutturata.

Le sfide: geopolitica, costi e regole

Nonostante il record di 96,4 milioni di arrivi nel 2024 (trainati soprattutto dalla domanda estera), l’orizzonte presenta alcune nubi. Le tensioni in Medio Oriente frenano i flussi a lungo raggio, mentre l’aumento dei costi energetici pesa sui bilanci delle strutture.

Gli operatori chiedono ora interventi decisi su tre fronti:

Sostenibilità nei borghi: Agevolazioni fiscali per il turismo diffuso nei piccoli centri, lontano dall’overtourism delle metropoli.

Concorrenza leale: Regole uniformi tra hotel e affitti brevi, specialmente nelle grandi città.

Tutela digitale: Normative più stringenti contro le recensioni false.

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