La linea dell’Unione Europea è netta e senza ambiguità: la Russia non può tornare nel calcio internazionale. A chiarirlo è stato il commissario europeo allo Sport, Glenn Micallef, intervenendo in risposta alle recenti aperture del presidente della Fifa Gianni Infantino su un possibile reintegro di Mosca nelle competizioni calcistiche globali.
«Lo sport non è isolato dal mondo: riflette la nostra identità e le nostre scelte», ha scritto Micallef in un messaggio pubblicato su X. Un’affermazione che suona come un richiamo diretto alla responsabilità politica e morale delle istituzioni sportive. «Riaccogliere degli aggressori nel calcio internazionale come se non fosse successo nulla è inaccettabile. Alcuni principi non sono negoziabili».
Sport e geopolitica, una linea di confine chiara
Le parole del commissario maltese arrivano in un momento delicato, mentre si moltiplicano le discussioni su un possibile allentamento delle sanzioni sportive nei confronti della Russia. Per Bruxelles, però, il tema va oltre il calcio: riguarda il modello stesso di sport che l’Europa intende difendere.
In vista dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, Micallef ha ribadito la necessità di confermare un sistema sportivo fondato su responsabilità, solidarietà e valori condivisi. «La sicurezza dei cittadini conta. La trasparenza conta. I simboli contano», ha sottolineato, ricordando come il calcio eserciti un’influenza enorme sull’intero panorama sportivo mondiale.
Le perplessità degli Stati membri
Secondo il commissario, numerosi Paesi dell’Unione Europea, federazioni sportive e organismi internazionali hanno già espresso forti dubbi sull’ipotesi di una normalizzazione dei rapporti sportivi con la Russia. Un ritorno prematuro rischierebbe, infatti, di legittimare politicamente una situazione che resta irrisolta sul piano internazionale.
«Scelte di questo tipo richiedono dibattiti condivisi, analisi dei rischi e confini netti», ha aggiunto Micallef, escludendo decisioni unilaterali o affrettate da parte degli organismi calcistici globali.
L’appello all’unità
Il commissario europeo ha infine lanciato un appello all’unità, non solo all’interno dell’Unione ma anche oltre i suoi confini. L’invito è rivolto a tifosi, sindacati, associazioni sportive e attori del settore, chiamati a sostenere una posizione comune per «definire con precisione cosa è ammissibile nello sport».
Un messaggio chiaro alla Fifa e al suo presidente: il calcio può essere universale, ma non neutrale. E per l’Europa, almeno per ora, il ritorno della Russia resta fuori gioco.

