Il Festival di Sanremo entra ufficialmente nella storia delle istituzioni italiane. Al Palazzo del Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato Carlo Conti, Laura Pausini e i cantanti in gara, sottolineando con parole nette e profonde il valore culturale della musica pop nel nostro Paese.
“Dalla prima edizione il Festival è molto cambiato”, ha ricordato il Capo dello Stato, rievocando con emozione la voce radiofonica di Nunzio Filogamo, simbolo delle prime edizioni. “Ricordo quanto il Festival registrasse già allora un amplissimo coinvolgimento popolare. Un coinvolgimento rimasto costante grazie alla Rai, che lo ha portato ogni anno nelle case degli italiani”.
Secondo il presidente, i numeri – oltre venti milioni di spettatori mediamente ogni sera – testimoniano come la musica leggera e pop “facciano parte del patrimonio culturale italiano”. Un riconoscimento istituzionale che consacra definitivamente il Festival come fenomeno non solo mediatico, ma identitario.
Sanremo, Olimpiadi e letteratura: un unico filo culturale
Nel suo intervento, Mattarella ha tracciato un parallelo tra diverse espressioni della cultura nazionale. Dopo aver ricordato la sua presenza alle Olimpiadi invernali tra Milano e Cortina e l’imminente visita a Nuoro per commemorare Grazia Deledda, ha spiegato come sport, letteratura e musica pop condividano un comune denominatore: la capacità di unire il Paese.
“Non ci sono differenze tra queste dimensioni”, ha affermato. “Il Festival raccoglie, esprime, sollecita anche i giovani a impegnarsi nella musica. È pienamente dentro l’ambito culturale del nostro Paese”.
Il presidente ha poi evidenziato anche il peso economico dell’industria discografica italiana, definendola un settore fiorente e rilevante. Un’ulteriore prova di come Sanremo sia un appuntamento “di sostanza”, capace di incidere sulla vita culturale ed economica nazionale.
L’emozione di Carlo Conti
All’uscita dal Quirinale, Carlo Conti non ha nascosto la propria commozione. “È stato bellissimo, molto emozionante. Io che non mi emoziono mai, mi sono emozionato”, ha dichiarato.
Il conduttore ha definito il presidente “meraviglioso” e ha sottolineato la precisione e l’attenzione delle sue parole sulla musica. “Sanremo è come le Olimpiadi della musica”, ha aggiunto, parlando di un Mattarella “molto pop”, capace di comprendere le passioni degli italiani.
Laura Pausini: “La musica pop è cultura”
Anche Laura Pausini ha espresso profonda gratitudine per il riconoscimento istituzionale ricevuto. “La cosa più bella è stata quando il presidente ci ha detto che la musica popolare è una parte importante della cultura del nostro Paese. In 33 anni raramente ho visto le istituzioni esporsi così. Sono commossa”.
La cantante ha ricordato come spesso gli artisti vengano considerati solo intrattenitori, ma ha ribadito l’impegno e la responsabilità di chi rappresenta l’Italia attraverso la musica. “La musica è anche divertimento, ma è un lavoro fatto con sincerità e qualità, con la consapevolezza di rappresentare il nostro Paese”.
L’incontro al Quirinale segna un passaggio simbolico e storico: la musica leggera entra pienamente nel perimetro delle espressioni culturali riconosciute al più alto livello istituzionale. Un gesto che rafforza il legame tra popolo, arte e Repubblica, consacrando il Festival di Sanremo come patrimonio condiviso dell’identità italiana.

