È iniziata oggi in Baviera la 62ª Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (Munich Security Conference), uno dei principali appuntamenti internazionali sui temi della politica estera e della difesa, che fino al 15 febbraio riunisce capi di Stato e di governo, ministri, esperti e rappresentanti diplomatici da tutto il mondo.
A dare il via ufficiale ai lavori è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale ha lanciato un messaggio forte sulle trasformazioni in corso nel sistema internazionale e sulla posizione dell’Europa nello scacchiere globale.
“L’ordine mondiale non esiste più”: gli avvertimenti di Merz
Nel suo intervento inaugurale Merz ha descritto il momento attuale come la conclusione di quella che ha definito una “lunga vacanza dalla storia mondiale”, un periodo in cui, secondo il cancelliere, le principali potenze avevano accolto la pace post-Guerra Fredda come qualcosa di garantito. Ora, ha sostenuto, quell’ordine basato su regole consolidate e sull’egemonia statunitense non esiste più nella forma che conoscevamo.
Analisti presenti alla conferenza spiegano che l’affermazione di Merz riflette il crescente senso di instabilità geopolitica, dovuto alla guerra in Ucraina, alla competizione tra grandi potenze e alla ridefinizione dei rapporti transatlantici. Secondo il cancelliere, la libertà e la sicurezza non possono più essere date per scontate: servono cooperazione e fermezza tra gli alleati per affrontare le nuove sfide globali.
Merz ha anche chiesto un equilibrio tra indipendenza europea e l’impegno all’interno della North Atlantic Treaty Organization, indicando la necessità di una maggiore responsabilità collettiva senza sostituirne il ruolo.
Nuova era geopolitica, secondo gli Usa
Sul fronte statunitense, il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che “viviamo una nuova era geopolitica”, sottolineando come i rapidi cambiamenti internazionali richiedano a tutti i Paesi di rivedere il proprio ruolo strategico. Rubio ha espresso l’intenzione di rafforzare il dialogo con gli alleati europei, pur in un contesto di diverse visioni sulla leadership globale e sulle relazioni Nato-Europa.
Il nuovo tono statunitense emerge anche in contrapposizione alle critiche più dure dell’edizione precedente, quando esponenti dell’amministrazione americana avevano accusato l’Europa di non condividere pienamente la stessa visione sulla difesa e sulla politica estera.
Ucraina, guerra e colloqui trilaterali a Ginevra
Un tema centrale della conferenza è la guerra in Ucraina e le prospettive di una possibile soluzione diplomatica. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha sottolineato che, sebbene le forze russe avanzino lentamente sul terreno, il conflitto continua a rappresentare una sfida strategica per la sicurezza europea.
Intanto dal fronte diplomatico arrivano segnali sulla ripresa dei negoziati: secondo quanto riferito dalle autorità russe e ucraine, è confermato un ciclo di colloqui trilaterali tra Mosca, Kiev e Washington a Ginevra il 17 e 18 febbraio, con l’obiettivo di avviare un confronto più serio e responsabile sulla fine del conflitto. Kiev ha espresso speranza sulla serietà di questi incontri.
Contesto e prospettive
La conferenza di Monaco è tradizionalmente vista come un barometro delle relazioni internazionali e un momento di scambio tra potenze e alleati. Quest’anno le tensioni tra Europa e Stati Uniti, le dinamiche di difesa collettiva, il ruolo della Nato e l’impatto della competizione con la Cina sono tra i principali argomenti discussi, in un contesto che molti partecipanti descrivono come un passaggio critico per l’ordine mondiale.
Con la partecipazione di decine di leader globali e una serie di incontri bilaterali e multilaterali previsti nei prossimi giorni, la conferenza sarà un punto di riferimento per valutare le future traiettorie della politica internazionale e le risposte alla crescente complessità del sistema di sicurezza globale.

